Doppia coppia: Jane Birkin e Serge Gainsbourg, Thomas Bangalter e Guy Manuel De Homen-Christo, alias i Daft Punk. La Ono arte contemporanea di Bologna mette insieme questi due, differenti, ménages: ad accomunarli è il fatto di essere due tra le coppie più rappresentative della storia musicale e di costume di Francia. “Jane & Serge – un histoire de famille“, fino al 14 giugno alla galleria bolognese, si compone di quaranta scatti realizzati da Tony Frank, Xavier Martin e Claude Gassian e racconta il sodalizio artistico e sentimentale di Birkin e Gainsbourg.

Un ménage, questo, tra i più chiacchierati degli anni ’70: i due si incontrano nel 1968 sul set cinematografico del film “Slogan” e si innamorano, lui appena uscito da una difficile relazione con Brigitte Bardot, lei con un matrimonio alle spalle (aveva spostato il musicista John Barry a 17 anni). Restano insieme 12 anni e dalla relazione nasce Charlotte, oggi attrice affermata e musa di Lars Von Trier, che l’ha scelta per il suo chiacchierato Nymphomaniac. Variazioni sull’album di famiglia per questa fotografica che viaggia nel privato mai troppo nascosto di Serge e Jane: l’esposizione comprende anche alcune immagini del film Je t’aime… moi non plus, della Fondazione Cineteca di Bologna.

Gainsbourg, cantautore, poeta, regista, ha portato la musica francese in tutto il mondo: dopo di lui e per molto tempo nessun altro artista francese ha saputo fare lo stesso, almeno fino agli anni ’90, quando una nuova generazione di musicisti ha imposto al mondo il cosiddetto “french touch”. Tra gli altri, Motorbass, Air, St. Germain, Phoenix, Cassius e, su tutti, i Daft Punk, ovvero il duo formato da Thomas Bangalter e Guy Manuel De Homen-Christo. A un anno dall’uscita del loro ultimo album, Random Access Memories, la Ono arte contemporanea racconta, attraverso 15 scatti, la storia di questa coppia musicale, ritenuta una delle collaborazioni più importanti di sempre nell’ambito della musica elettronica.

“A bunch of daft punk” (“un gruppetto di avanzi della società”): così li aveva definiti una recensione apparsa sulla rivista britannica Melody Maker quando ancora facevano parte del gruppo musicale Darlin’ (terzetto dalla vita breve: quattro canzoni in totale prima che Thomas e Guy decidessero di fondare i Daft Punk e l’altro componente del gruppo, Laurent Mazzalei si unisse al fratello maggiore Christian per dare vita ai Phoenix).

E i due ragazzi parigini decisero di darsi proprio questo nome, Daft Punk: era il 1993 e da lì a tre anni avrebbero pubblicato il loro primo singolo di successo, Da Funk, seguito nel ’97 dal loro disco d’esordio, Homework (che soprattutto grazie al brano “Around the world” li vide affermarsi a livello mondiale).

La fotografica “Daft Punk: a french touch”, dal 15 maggio al 14 giugno, mette in mostra, accanto alle foto posate realizzate da Claude Gassian e Jay Brooks, alcuni scatti realizzati sul palco da Alex Astegiano (ex Marlene Kuntz), che riescono a restituire l’immagine forse più rappresentativa del duo parigino.

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