“Ci colpiscono perché siamo dei SiCobas, non per ragioni reali”. Lo sostengono gli operai sospesi dalla Coop San Martino con l’accusa di aver bloccato il lavoro all’interno del deposito Ikea di Le Mose e che presidiano i cancelli della struttura alla periferia di Piacenza. Le proteste, riesplose ieri a causa della lettera di sospensione (o per molti solo un sms, ndr) a 33 lavoratori da parte della cooperativa San Martino – che gestisce il personale insieme alla Sigma -, avevano fatto tornare alcune centinaia di facchini davanti ai cancelli in segno di protesta. Una manifestazione che però non era riuscita a fermare l’attività, per l’intervento della polizia che li aveva sfollati. Oggi, invece, il supporto dei ragazzi del centro sociale Crash di Bologna ha fatto la differenza. I picchetti, dalle prime luci dell’alba, erano ben più organizzati, con i manifestanti appostati all’entrata principale e agli hub 5, 7 e 9 ed è stato da subito impossibile per i camion trovare un varco per entrare. Così come per quei dipendenti che avevano deciso di condiniare a lavorare, fermati ben prima dell’ingresso  di Gianmarco Aimi

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