Il Salone del Mobile di Milano è il paese dei balocchi per i design addicted. Distese di mobili e suppellettili conditi dai più strabilianti ritrovati tecnologici, ma è nello spazio del Salone Satellite che ci si può imbattere nell’ingegno più puro, quello dei piccoli e grandi studi di design, delle scuole e delle università di settore, che propongono le proprie idee, i propri prototipi. Uno spazio in cui il confine tra l’estremamente utile e l’estremamente inutile si avvicina al punto da fondersi in singoli oggetti, belli e impossibili. Si passa dalla vasca con le bolle danzanti al giardino da cucina, dalla sedia ergonomica alla doccia-lampada. Il salone satellite è dominato dagli stranieri, tra giapponesi, tedeschi, russi, norvegesi, svedesi ogni tanto fa capolino anche qualche italiano  di Alessandro Madron

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