Il 41 bis non vìola i diritti di Salvatore Riina. La Corte europea dei diritti umani ha rigettato il ricorso presentato dal capo dei capi, in cui Riina denunciava le violazioni dovute al carcere duro, incompatibili – secondo il padrino – con le sue condizioni di salute. Il boss si lamentava soprattutto per il costante controllo a cui è sottoposto attraverso un sistema di telecamere nel carcere milanese di Opera, in cui è detenuto dal 2003 e dove deve scontare una dozzina di ergastoli.

I giudici di Strasburgo hanno rigettato una per una tutte le tesi del capo mafia, sostenendo tra l’altro che, per quanto riguarda il 41bis, Riina non ha presentato nessun elemento che possa giustificare un alleggerimento carcerario. Il boss corleonese, 84 anni, da tempo soffre di disturbi cardiaci: è stato ricoverato l’ultima volta in ospedale a Milano il 4 marzo, quando i medici del carcere temevano che avesse un infarto. Invece si era trattato solo di un’indigestione.

La Corte ha ritenuto che il carcere speciale non vìola nessun diritto del boss, “alla luce dei suoi trascorsi e della necessità, da parte dello Stato, di garantire la propria sicurezza”. I tribunali italiani hanno respinto cinque volte i ricorsi del capo dei capi.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Secessionisti Veneto, il dramma e la commedia

prev
Articolo Successivo

Regina Elisabetta a Roma, incontri con Napolitano e Papa Francesco

next