La sentenza sul caso “Fallara”, che ha portato alla condanna a 6 anni di carcere per il Presidente della Regione ed ex sindaco Giuseppe Scopelliti, ha provocato un terremoto politico in riva allo Stretto, roccaforte dell’ex delfino di Gianfranco Fini oggi alla corte di Angelino Alfano. Proprio a Reggio Calabria, infatti, Scopelliti ha sempre ottenuto grandissimi risultati elettorali. Nel suo Comune il governatore condannato ha addirittura rastrellato il 70% dei voti. Erano gli anni delle “notti bianche”, delle feste e dei milioni di euro spesi per i concerti delle estati reggine. Ma anche dei bilanci truccati dall’ex dirigente del settore Finanze Orsola Fallara, morta misteriosamente nel 2010 dopo avere ingerito acido muriatico. È stata necessaria una sentenza del Tribunale per svegliare Reggio. In città il clima è tesissimo e la condanna viene commentata così: “Sono nauseata. – dice una signora al mercato – Per me poteva anche morire”. E ancora: “Noi cittadini paghiamo lo scotto”, “Se è vero quello che ha fatto, la condanna ci sta”. Infine la chiosa: “Deve essere ricordato come il peggiore sindaco in assoluto”  di Lucio Musolino

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Ior, sventata mega truffa. Sequestrati titoli per miliardi di euro

prev
Articolo Successivo

Don Ciotti: “Lotta alla mafia? Riformare Agenzia nazionale Beni confiscati”

next