Sanno usare tablet, smartphone e pc fin da piccolissimi. Sfogliano le pagine con un “touch” e trascinano lo schermo per sbloccare la tastiere del tuo telefonino. Con il tablet o con il computer di casa, leggono, giocano, imparano, mettono insieme i pezzi di un puzzle. Col tocco di un dito colorano e cancellano e poi ricominciano da capo. Si chiamano nativi digitali e comprendono tutta quella generazione di bambini per i quali i cosiddetti dispositivi mobile non sono un mistero e non lo sono mai stato.

Ogni neo genitore lo sa quanto il rapporto con le nuove tecnologie per i nativi digitali sia qualcosa di naturale come prendere in mano un libro. Questo non vuol dire sostituire completamente i libri con i tablet, ma prendere in considerazione entrambi, quello sì. Lo hanno capito gli editori di Facce, un libro nato per mostrare ai più piccoli  le mille sfaccettature della prima forma che un bambino riconosce: il volto umano. Dal libro, edito da Topipittori con le illustrazioni di Antonella Abbatiello, è nata l’App Facciamo, realizzata da Isotype.org e semidigitali. Venti facce nel libro e altrettante nell’App, da toccare, montare e rismontare, allungare e modificare, per decodificare i sentimenti attraverso i volti. Ci sono “Arrabbiato”, “Cattivo”, “Silenzioso”, “Arrossisco” e molti altri, attraverso i quali il bambino si confronta e impara a “costruire”, con un dito, gli stati d’animo che le facce comunicano.

L’App Facciamo, pensata per essere davvero uno strumento conoscitivo e sensoriale a misura di bambino, è stata realizzata con il supporto di psicologi dell’età evolutiva e da studi scientifici che partono da un presupposto: i bambini imparano attraverso le mani, e mostrano fin da piccoli una propensione a toccare. Il volto è la prima forma che un bambino riconosce e toccarlo, costruirlo, animarlo con il tocco di un dito, è fonte di stimolo e scoperta. Ogni dettaglio dell’App è curato per tutelare i più piccoli: a cominciare dalla durata dell’esposizione.

I giochi sono progettati anche per annoiare dopo un po’ il bambino, ma in questo caso è una noia produttiva. Serve per scongiurare quel rischio di dipendenza che è insito in ogni gioco elettronico. Dopo un po’ il bambino si stanca, perché il gioco di costruzione e animazione dei volti non è frenetico o eccitante. E questo perché Facciamo è un gioco fatto di pause e creatività, che serve a fornire quanto basta lo stimolo giusto. Una scoperta da fare accanto ai genitori, che evidenzia il binomio inscindibile tra libro e app. Il Libro Facce e l’App Facciamo saranno presentati domani, 1° febbraio, al museo dei bambini di Roma Explora con un laboratorio manuale a cura dell’associazione Cartastraccia.

Perché tutto iniziò da un pezzetto di carta rosso:

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