Gli italiani sono ostinati: continuano a volere maggiori libertà e diritti, contro la politica, ma anche contro il comportamento della televisione.

Il rapporto Eurispes, infatti, anche quest’anno conferma, pur nei limiti del campione scelto, il quadro di cittadini largamente favorevoli ad allargare lo spazio della libertà e responsabilità individuale su tanti temi che riguardano la salute, la vita e le relazioni affettive e familiari.

Il 54,5% dei cittadini per la legalizzazione della prostituzione, 89,5% per l’utilizzo delle staminali per le cure mediche, 84% per il divorzio breve, il 78,6% per la tutela giuridica delle coppie di fatto, 75,9% per la fecondazione assistita, 71,7% per il testamento biologico, 63,5% per la pillola abortiva, 58,9% per l’eutanasia legale.

Si conferma, dunque, anche la distanza tra l’opinione pubblica e una classe politica da troppo tempo incapace di rimuovere proibizionismi insensati e violenti. Di fronte alla sensibile diminuzione di consensi per temi -pur sempre maggioritari- quali l’eutanasia, la fecondazione assistita e il testamento biologico– va sottolineato quanto già documentato da parte del Centro d’ascolto per l’informazione radiotelevisiva: per tutto il 2013 è mancata qualsiasi forma di dibattito pubblico, aperto al contraddittorio e alla presentazione delle diverse tesi, nelle trasmissioni di massimo ascolto delle televisioni nazionali su questi temi e su tutti quelli delle libertà civili.

La cancellazione di questi temi, in particolare da parte dei salotti televisivi di Rai e Mediaset, non è causale, ma funzionale alla parallela cancellazione degli stessi temi dal dibattito politico parlamentare.

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