Il bilancio 2012 e la semestrale 2013 di Banca Carige avrebbero dovuto evidenziare fino a 642 milioni di perdite in più rispetto a quelle a suo tempo contabilizzate dalla banca. E’ quanto emerge dai prospetti contabili elaborati su richiesta della Consob, che si è accorta che qualcosa non quadrava nei conti del gruppo. L’Authority ha accertato così la “non conformità ai principi contabili” dei bilanci, contestati lo scorso 8 novembre.

Tra le criticità rilevate, si legge in una nota della banca, figurano le modalità dell’impairment test (ovvero il procedimento di verifica delle perdite di valore delle attività iscritte in bilancio) su Banca Carige Italia e Banca del Monte di Lucca. Ma anche il prezzo della quota nella Banca d’Italia, che l’istituto sopravvalutava, e nelle controllate assicurative. La Consob ha imposto così a Banca Carige di rendere note al mercato “le carenze e criticità” riscontrate nei bilanci, le violazioni nell’applicazione dei principi contabili nonché di esporre il conto economico e lo stato patrimoniale su base pro-forma, così da rendere espliciti gli effetti sui conti derivanti da una corretta contabilizzazione.

Sulla base dell’applicazione dei principi contabili chiesti dalla Commissione, le perdite consolidate del 2012, pari a 62,5 milioni, sarebbero dovute salire fino a un massimo di 132,7 milioni mentre quelle del primo semestre 2013, pari a 29,3 milioni, sarebbero dovute lievitare in un range compreso tra 567,7 e 601,5 milioni. Tra le rettifiche più consistenti chieste dall’Authority figura la svalutazione di 889,6 milioni delle attività disponibili per la vendita nel bilancio 2012 e un taglio di 826 milioni delle riserve da valutazione, una delle voci che compone il patrimonio netto.

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