E se Marchionne fosse pagato non più di dodici volte un operaio di Pomigliano? sarebbe un attacco al libero mercato o una norma di equità sociale? I promotori del referendum che domenica 24 novembre si svolgerà in Svizzera non hanno dubbi: è giusto stabilire un limite per legge ai compensi dei dirigenti d’azienda. L’iniziativa muove dai giovani socialisti elvetici, ai quali si sono affiancate varie forze politiche e sociali. Un primo referendum propositivo per limitare i privilegi dei capi azienda era già stato approvato con ampia maggioranza il 3 marzo scorso. La consultazione popolare del 24 novembre propone un rapporto non superiore a 1:12 tra lo stipendio base e quello più alto all’interno di una stessa impresa. In pratica, un amministratore delegato non potrebbe guadagnare in un mese più di quel che un operaio o un impegato della sua azienda percepisce in un anno. Ora in Svizzera, secondo il comitato referendario, quel rapporto medio è stimato in 1:43, mentre in Italia, secondo uno studio della Fisac-Cgil, è di 1:163, con punte notevolmente superiori nel caso dei top manager delle grandi aziende, spesso lautamente foraggiati anche con stock option, bonus e buonuscite da nababbi. Ha senso dunque porre la questione anche in Italia e qual è il limite eventualmente considerato equo? Per la rubrica ‘Uomo da marciapiede‘, Piero Ricca ha chiesto un commento ai passanti per le strade di Milano. In gran parte gli intervistati sono favorevoli a un rapporto non superiore a 1:20. Ma c’è anche chi è contrario: “le aziende private” – dicono – “sono libere di fare quel che vogliono, un limite ha senso solo per i manager pubblici”.  E voi come la pensate? Dite la vostra nei commenti e votando la risposta che vi convince di più  di Piero Ricca, riprese Ricky Farina


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