La vendita di azioni di Telco, la scatola delle banche che controlla Telecom Italia, alla spagnola Telefonica è all’attenzione della Procura della Repubblica di Roma. L’ufficio da qualche tempo ha aperto sul caso un fascicolo di indagine che per il momento è senza ipotesi di reato e senza indagati. Ad occuparsi della questione sono i magistrati del pool che si occupa di reati economici e che è affidato al procuratore aggiunto Nello Rossi.Non è escluso che nel fascicolo possano finire le informazioni che la Consob ha acquisito sulla vendita delle azioni in questione.

La procura potrebbe interessarsi anche delle ispezioni compiute mercoledì 13 da funzionari della stessa Consob con l’intervento della Guardia di Finanza nelle sedi di Milano e Roma del gruppo di telecomunicazioni. L’ispezione, secondo quanto riportato dall’Ansa riguardava alcuni “nodi” degli ultimi giorni, tra questi la vendita della quota del gruppo di telecomunicazioni in Telecom Argentina e l’emissione di un bond convertendo da 1,3 miliardi di euro.

In particolare nel mirino dell’insolitamente solerte vigilanza sono finite alcune delibere adottate dal consiglio di amministrazione della società nella seduta del 7 novembre scorso che ha approvato i conti e il piano industriale del gruppo. A monte dell’operazione un esposto presentato nei giorni scorsi dall’associazione dei piccoli azionisti Telecom, l’Asati, che ha contestato sia il prezzo della cessione (che non incorporerebbe alcun premio rispetto al valore di Borsa di Telecom Argentina) sia il conflitto di interessi di Telefonica. I risparmiatori hanno sollevato anche il tema del convertendo ritenuto penalizzante e discriminante per le minoranze e hanno chiesto alla Consob di attivarsi per sapere se in cda ci sono stati voti contrari o astensioni.

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