Contrordine: il Festival internazionale del Giornalismo si farà, ancora una volta a Perugia. Dopo avere annunciato l’annullamento dell’edizione 2014 a causa della scarsità di finanziamenti pubblici, gli organizzatori fanno sapere che l’evento si potrà tenere grazie al crowdfunding, la raccolta di fondi privati via internet, e all’intervento di sponsor privati, tra cui Enel e Tim.

A dare la notizia sono stati Arianna Ciccone e Chris Potter, organizzatori della kermesse, nel corso di un incontro a Perugia. La decisione di rinunciare al festival, dovuta a un “budget non all’altezza della manifestazione”, è stata rivista per le “reazioni di cittadini da tutta Italia e dei big del giornalismo internazionale” che avevano espresso sostegno all’evento. Arianna Ciccone ha fatto sapere che il festival si terrà ancora a Perugia, “nonostante le offerte di ospitarci da parte di tante altre città italiane”. “Ci ha travolto – ha spiegato l’organizzatrice della rassegna – un’ondata vera di sostegno, di personalità e cittadini comuni che ci chiedevano di non fermarci e di aprirci invece alla sfida del crowdfunding che abbiamo deciso di accettare, insieme alla disponibilità degli sponsor privati, in particolare di Enel e Tim. Abbiamo però deciso di non accettare i contributi degli enti pubblici”.

Tra le città che si sono “candidate” ad ospitare il Festival, Ciccone ha citato Bari, Salsomaggiore, San Marino, alcuni centri della Toscana, in particolare Prato, e della Sardegna, Torino, Napoli, Roma e Bologna. “Abbiamo poi accolto con sorpresa e con piacere – ha proseguito – l’appello delle istituzioni umbre. In particolare quello dell’assessore comunale alla Cultura di Perugia Andrea Cernicchi che ci ha chiesto di restare qui. Ci ha poi colpito moltissimo l’affetto di Eugenio Guarducci, organizzatore di Eurochocolate, che ha deciso di donare al Festival 20mila euro”. Per il crowdfunding sarà allestito uno spazio apposito sul sito del Festival internazionale del giornalismo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Festival del giornalismo di Perugia addio. “Mancano i soldi. In Italia non c’è merito”

prev
Articolo Successivo

Giornalismo, i festival sono in crisi? Facciamo “alla slovena”: volontariato

next