Non vuole essere definita straordinaria, ma lo è. Rosy Canale ha avuto il coraggio, in piena terra di ‘ndrangheta, di buttare fuori dalla sua discoteca a Reggio Calabria, il “Malaluna”, gli spacciatori di droga inviati dai boss. “Questo schifo nel mio locale non lo voglio”, diceva a muso duro. Troppo per gli ‘ndranghetisti che l’hanno massacrata di botte, le hanno rotto diversi arti, l’hanno quasi uccisa. . Ci sono voluti anni perché le ferite del copro guarissero, quelle dell’anima ci sono ancora. Ma Rosy ha continuato a ribellarsi perché “le imposizioni non mi sono mai piaciute”. E’ la presidente dell’associazione “Le donne di San Luca”, una realtà di 400 donne che, nella capitale mondiale della ‘ndrangheta, hanno detto basta alle faide mafiose. Lo Stato, però, è latitante. Persino una ludoteca che l’associazione aveva aperto per offrire uno spazio di libertà ai bambini è stata chiusa per mancanza di finanziamenti. Venerdì 18 e sabato 19, Rosy Canale sarà la protagonista di uno spettacolo al teatro Franco Parenti di Milano. Racconterà la sua storia. Regia di Guglielmo Ferro. Franco Battiato le ha regalato le musiche  di Antonella Mascali, riprese e montaggio di Francesca Martelli

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