Parma non è più quella di una volta (ammesso che lo sia stata). Di fatto, ed è merito nostro, siamo (tutti) finiti chissà dove a comunicare con la tecnologia per dirci troppo spesso nulla. Poi, all’improvviso, incontri una persona dal vivo (non virtuale) e vai di emoticon: contorci la faccia come le faccine perchè non sappiamo più parlare (né scrivere). Poi i matti sarebbero gli altri???

Uno di questi “altri” è meglio noto, a Parma, come il “metallaro errante”: un signore che va a spasso con il suo trolley, stereo, paglia in bocca, berretto, maglietta e braghetta nera. Si fa i cazzi suoi e non rompe i coglioni a nessuno. Qualche giorno fa un gruppo di ragazzini l’ha aggredito (calci e spintoni), nel centro città, mentre il resto dei minorenni filmava col telefonino. Sarebbe sbrigativo dire che è colpa loro, che sono un gregge di leoni, che una volta si condivideva l’accaduto tra pochi e adesso se non commetti la tua ignoranza condivisa su internet non sei nessuno.

Mentre attendo di sapere che il metallaro di Parma sta bene, sono a riflettere sul fatto da un punto di vista antecedente, dal prima che ciò accadesse e quindi perchè. Sono a interrogarmi sulla colpa dei genitori e ancor prima sulla loro assenza: forniranno l’alibi con parole tipo “Mio figlio è bravissimo, studia, non ha mai avuto problemi, non ci siamo mai accorti di nulla…”? Sono le scorciatoie di chi non c’è e non si è mai reso conto di avere un figlio. Se è questo ciò che sono troppi padri e troppe madri… me lo dite a che serve diventare grandi senza crescere? Sarà l’ennesima storia di noia, compensata da quella che i fanciulli volevano classificare come bravata? Salvo il fatto realizzare, forse, che così non era. Per quel che mi riguarda hanno solo una colpa: essere orfani di genitori presenti.

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