Quindi l’Iva salirà al 22%, ormai è definitivo e del resto, se non fosse salita l’Iva, sarebbero salite altre imposte o accise al suo posto. Senza spendere altre vane parole, una forma di protesta semplice ed efficace -ghandiana- verso questo ennesimo inasprimento fiscale a fronte dell’incapacità di tagliare sprechi e privilegi tutti regolarmente a rigore di legge e perciò ritenuti inattaccabili (finché avremo un barlume di economia, visto che i diritti non vivono di vita propria senza un’economia che li finanzi!) potrebbe essere la seguente. Gli operatori economici a più diretto contatto con il pubblico, commercianti, ristoratori, ecc., dovrebbero scorporare dal prezzo e ben evidenziare sui listini l’Iva dai loro ricavi (lordi).

Bisogna abituarsi a riconoscere e riflettere sul fatto che al prezzo di un bene o di un servizio il consumatore -e solo lui- deve aggiungere un’imposta superiore ad un quinto del suo valore. Imposta che, sommata su tutti i suoi consumi, deve andare poi ad aggiungersi a quelle che paga sul reddito e sul patrimonio, alle accise e alle altre tasse, corrispettivo di servizi resi (es. Tares). E i più precisi dovrebbero anche consentire un confronto sull’analoga imposta operata da Paesi nostri concorrenti, all’interno dell’Unione Europea e fuori di essa, magari con tanto di bandierine.

Per diventare cittadini adulti, della discussione politica del Paese dobbiamo imparare a interpretare non già le parole della retorica, ma la grammatica dei soldi e degli interessi. E dobbiamo saper fare i confronti con le migliori pratiche altrui: una tassa non è alta o bassa in assoluto, ma solo relativamente al modo più efficiente di convertirla in servizi e qualità della vita.

Circa settanta anni fa eravamo sudditi di una monarchia che abbiamo poi sostituito con una repubblica di cittadini: se passiamo però più della metà di un anno di lavoro per pagare il diritto alla nostra cittadinanza, a fronte di una contropartita soddisfacente magari solo per pochi, non saremo inconsapevolmente tornati ad essere sudditi di una casta in gran parte parassitaria?

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