“L’aumento dell’Iva ci sarà”, perché “in questa condizione non è possibile evitarlo”. Parola di Graziano Delrio, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, uscito dal Consiglio dei ministri che non ha approvato la norma che blocca l’aumento della tassa, in attesa di un “chiarimento” in Parlamento. La crisi politica ostacola quindi lo slittamento del rincaro dell’imposta da ottobre a gennaio, in un Cdm molto teso dove il Pdl ha messo la questione della giustizia legata alle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi al centro del confronto chiesto dal premier Enrico Letta.

E’ ora quasi inevitabile – a meno che non arrivi prima di lunedì una schiarita al momento improbabile – l’aggravio che scatterà martedì primo ottobre e porterà l’aliquota dal 21 al 22 per cento. A chiedere di non esaminare il rinvio dell’aumento dell’Iva è stato lo stesso Letta, che ha poi motivato la decisione del Cdm spiegando che “la sospensione di provvedimenti anche rilevanti di natura fiscale ed economica è dovuta all’impossibilità di impegnare il bilancio su operazioni che valgono miliardi di euro senza la continuità dell’azione di governo”.

La bozza del decreto in circolazione da venerdì prevede di compensare lo slittamento del rincaro dell’Iva con un rialzo delle accise sulla benzina. Non solo. Le coperture necessarie sarebbero reperite anche attraverso l’aumento dell’Iva sui tabacchi lavorati e dall’incremento degli acconti Ires e Irap. Le accise sui carburanti aumenterebbero di 2 centesimi al litro fino a dicembre 2013 e poi fino al 15 febbraio 2015 di 2,5 centesimi al litro.

Nella bozza del decreto sono emerse novità anche sulla Cassa integrazione in deroga, che sarebbe rifinanziata per il 2013 con un’ulteriore somma di 330 milioni di euro “da ripartirsi tra le regioni”. Sarebbe poi integrato con 120 milioni di euro il fondo di solidarietà comunale istituito per il 2013 per compensare i Comuni del mancato gettito Imu dopo che il ministro Delrio ha già annunciato lo scorso 25 settembre di avere firmato il decreto per rimborsare i Comuni di 2,3 miliardi. E un fondo di 190 milioni di euro per il 2013 sarebbe destinato “a fronteggiare l’emergenza dell’immigrazione“.

La bozza della norma prevede infine tagli ai ministeri per riportare il rapporto tra deficit e Pil entro il tetto del 3%, in linea con le indicazioni di Bruxelles. “Al fine di consentire il rientro dallo scostamento dagli obiettivi di contenimento dell’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni entro il limite definito in sede europea – si legge nel testo – per l’anno 2013 le disponibilità di competenza e di cassa relative alle spese rimodulabili del bilancio dello Stato sono accantonate e rese indisponibili per ciascun ministero”. La bozza precisa che restano escluse dalle citate limitazioni “le spese iscritte nello stato di previsione del ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nonché gli stanziamenti relativi al Fondo per lo sviluppo e la coesione e quelli relativi alla realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande evento Expo Milano 2015“.

Durissimo il Codacons contro le ipotesi di aumentare le accise sulla benzina e di introdurre da gennaio l’incremento dell’aliquota Iva. “Si tratta di provvedimenti disastrosi che, se varati, avranno effetti pesantissimi sulle famiglie”, afferma il presidente Carlo Rienzi. “Solo queste due misure determinerebbero, a regime, una stangata pari a 275 euro a famiglia: 66 euro circa per i maggiori costi complessivi legati ai rifornimenti di carburante; 209 euro per l’aumento dell’Iva dal 21 al 22%. Senza contare gli effetti indiretti sui prezzi al dettaglio, considerati arrotondamenti e aumento dei listini dei prodotti trasportati”.