In Italia era circa mezzanotte. Cinque minuti, tanto è durato il black out di Google della scorsa notte. Una manciata di minuti che sono bastati a colpire il 40% delle connessioni Internet globali e a scatenare l’agitata preoccupazione degli internauti di tutto il mondo. Per Google è la prima volta. Mentre si era verificato che singoli servizi fossero temporaneamente inaccessibili (come, ad esempio, nel 2009, quando il motore di ricerca più celebre al mondo rimase off line per 40 minuti), non si era mai registrata la simultanea “caduta” di tutti quanti i servizi del gigante di Mountain View. Da Google Search a Gmail, da YouTube a Google Drive. Il motivo dell’interruzione non è ancora noto, solo un messaggio apparso su Google Apps Dashboard ha ammesso come Google fosse in momentaneo black out: «Siamo a conoscenza di un problema con Gmail che colpisce un sottoinsieme significativo di utenti. Gli utenti interessati sono in grado di accedere a Gmail, ma stiamo vedendo i messaggi di errore e/o altri comportamenti imprevisti».

Più tardi, un altro messaggio ha specificato: «Tra 15:51 e 15:52 PDT, dal 50% al 70% delle richieste di connessione a Google ha riscontrato errori, il servizio è stato ripristinato un minuto dopo, ed è stato interamente risolto dopo quattro minuti». Paradossalmente, però, proprio il Google black out è servito a testimoniare l’enorme importanza e la massiccia diffusione planetaria del motore di ricerca che, nel secondo trimestre del 2013, ha fatturato 14,1 miliardi di dollari. È stata, infatti, la società di analisi del web GoSquared a certificare come nei cinque minuti neri di Google, il traffico internet mondiale sia sceso di circa il 40%. Topsy, un’altra società che si occupa di tastare il polso del web, ha registrato che che su Twitter la parola più cercata in quei minuti fosse “Google giù”.

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