Il giudice Antonio Esposito contro “Il Giornale”. Non si placano le polemiche intorno al magistrato della Corte di Cassazione, che ha confermato la sentenza di condanna a 4 anni di reclusione nei confronti di Silvio Berlusconi. In una nota, il giudice ritiene “gravemente diffamatorio” l’insieme di servizi pubblicati ieri dal quotidiano diretto da Alessandro Sallusti sotto il titolo “Gli altarini del giudice”. Esposito non chiarisce esplicitamente se intenda sporgere querela, ma precisa che la natura “diffamatoria” degli articoli sarà “accertata nelle competenti sedi giudiziarie“, lasciando presagire ulteriori sviluppi in tribunale della querelle. 

La nota, infatti, “rileva la assoluta infondatezza, pretestuosità e strumentalizzazione degli episodi riferiti da ‘Il Giornale’ (che si sofferma sui presunti ‘guai disciplinari’ già passati dal giudice, ndr), poiché su tali fatti ebbe a pronunciarsi, con una penetrante motivazione, la sezione disciplinare del Consiglio Superiore che, in data 2 ottobre 1998, ‘assolse il dott. Esposito dalla incolpazione contestata per essere risultati esclusi gli addebiti’ “.

Parallelamente alla polemica sui quotidiani, procede comunque l’indagine su un possibile illecito commesso dal giudice nel rilasciare la tanto discussa intervista a “Il Mattino”. Ieri il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, ha dato mandato all’ispettorato del ministero per approfondire la vicenda. Mentre il Consiglio superiore della magistratura si riunirà giovedì 5 settembre in seduta straordinaria per discutere la sua pratica.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

I giudici sono venduti. “Allo Stato”

prev
Articolo Successivo

Riforma della giustizia, la nuova Leva

next