Thomas Kram oggi ha 65 anni, abita a Berlino, la città in cui è nato nel 1948, e per vivere si occupa di informatica collaborando con un’associazione attiva nel campo della tossicodipendenza. Nel suo nel passato c’è una condanna a due anni (con sospensione della pena) per appartenenza a un’organizzazione terroristica, le Cellule Rivoluzionarie tedesche, che nacque nel 1973 e che come pratica politica aveva adottato quella della guerriglia urbana. Ai tempi Kram aveva una laurea di magistero e il suo percorso professionale avrebbe dovuto condurlo a diventare insegnante elementare o medio.

Tuttavia, in base a norme della Repubblica Federale Tedesca, di cui Kram era cittadino, prevedeva che un funzionario pubblico non dovesse avere alcun precedente penale. Il giovane però aveva collezionato una denuncia per danneggiamento: durante una manifestazione contro la guerra in Vietnam aveva sostituito un cartello stradale sostituendolo con la scritta “Piazza Ho Chi Minh”. Così, chiusa ancor prima di cominciare la carriera di insegnante, fece i lavori più diversi. Aprì una libreria con un altro militante della Cellule Rivoluzionarie, Johannes Weinrich, poi passato al gruppo Carlos, fece l’assistente sociale per l’Azione Cattolica e negli anni ha studiato informatica.

Ma la politica e l’attività rivoluzionaria sono rimasti a lungo al centro della sua vita. Tanto che dal 1979 fu segnalato come persona da tenere sotto attenzione e in base a un documento della Stasi, il servizio segreto della Repubblica Democratica, era stato schedato come elemento del gruppo Carlos, al secolo Ilich Ramírez Sánchez, il terrorista venezuelano che iniziò la sua carriera come militante palestinese fondando poi una sua organizzazione, il Separat. Kram però ha sempre respinto quest’ultimo addebito. Non nega i rapporti con Weinrich, braccio destro di Carlos, e Magdalena Kopp, la moglie del terrorista venezuelano.

I tre si erano conosciuti anni prima per la comune militanza nelle Cellulare Rivoluzionare. Poi i due, che ai tempi stavano insieme, erano passati al gruppo Carlos e Kopp ne era diventata la compagna. Inoltre, tra l’organizzazione tedesca e il venezuelano c’erano state due azioni congiunte. La prima risaliva al 21 dicembre 1975, quando Carlos e i suoi uomini presero d’assalto il quartier generale dell’Opec di Vienna e poi in un’altra su un aereo. Dal 1979, tuttavia, si sarebbe innescata una frattura culminata nel 1982 tra le Cellule Rivoluzionarie e l’organizzazione del venezuelano a causa della progressiva deriva stragista di quest’ultimo. Il quale, inoltre, avrebbe assassinato uno dei migliori amici di Kram perché lo aveva accusato di essere un traditore.

In merito al viaggio dell’inizio di agosto 1980, Kram sostiene di non ricordare nessun appuntamento a Berlino Est il 5 agosto 1980 con Weinrich e Magdalena Kopp, ormai passati dall’altra parte definitivamente. Pur ripetendo di essere stato a Firenze (e forse nel sud della Francia nella prima decina di agosto, in base al ricordo di un’amica), città raggiunta dopo il suo passaggio da Bologna tra l’1 e il 2 agosto, Kram ritiene improbabile che avrebbe deciso di venire in Italia se avesse avuto quell’impegno dopo pochi giorni nella Repubblica Democratica tedesca. Improbabile per una serie di ragioni.

Intanto Weinrich e Kopp facevano spesso base a Budapest, in Ungheria, e quando venivano organizzati degli incontri richiedevano settimane di preparazione in anticipo. Inoltre Kram, essendo cittadino della Germania occidentale, aveva bisogno di un’autorizzazione per passare il Muro andando oltre Cortina. Autorizzazione che valeva per 24 ore, da mezzanotte a mezzanotte, indipendentemente dall’orario di effettivo ingresso. Inoltre, per dormire a Berlino Est, era necessario prendere alloggio in hotel in cui si pagava in dollari. Dunque quando Kram attraversava il confine, in genere lo faceva di mattino presto per poi uscire dal Paese a fine giornata.

Ma nonostante le parole del militante tedesco, ci sono i rapporti custoditi negli archivi della Stasi e trasmessi alla commissione Mitrokhin. Rapporti secondo i quali il 5 agosto 1980 Kram andò a Berlino Est e che in particolare in un caso raccontano che quel giorno, intorno alle 20, venne respinto alla frontiera perché segnalato da un anno circa come persona da tenere sotto controllo per la sua attività con le Cellule Rivoluzionarie. Kram poi stava anche in un’altra lista, redatta in occasione delle Olimpiadi di Mosca, che si erano concluse il 3 agosto: le persone censite in quegli elenchi, per ragioni di sicurezza, avrebbero dovuto essere respinte, qualora avessero cercato di introdursi a Est.

Per Kram, però, sempre secondo i documenti, si fece un’eccezione e l’eccezione fu comunicata alla polizia di frontiera direttamente alla Stasi. Dunque, oltre alle generalità del tedesco e al numero autentico del suo passaporto, fu aggiunta a mano una nota manoscritta in cui si diceva di farlo passare. Quindi, seguendo il viaggio ricostruito tramite i documenti che inizia in Germania, passa dall’Italia e condurrebbe alla fine a Berlino, Kram viene fermato il 1 agosto alla frontiera di Chiasso, sottoposto a perquisizione personale e del bagaglio e diventa oggetto di un verbale di polizia che inventaria ciò che aveva con sé, documenti personali compresi.

Tra i quali figura la carta d’identità, sufficiente a un cittadino tedesco-occidentale per passare la frontiera tra la Svizzera e l’Italia, ma non il passaporto, poi censito però all’ingresso con la Repubblica Democratica Tedesca. Dunque, riassumendo, Kram non ricorda di essere andato a Berlino e di aver avuto il documento valido per l’Europa orientale ritenendo che se così fosse stato avrebbe dovuto ripassare da casa per prenderlo. E allora chi c’era il 5 agosto 1980 con i documenti di Kram che voleva andare nella capitale della Rdt? Se fosse stato davvero lui o qualcuno che utilizzò un suo documento spacciandosi per lui, al momento non sa.

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