Boss a Roma da oltre 30 anni. Originario di Afragola, di stanza nella Capitale. Ogni volta che veniva arrestato riusciva a sottrarsi al processo o ad ottenere la domiciliazione in clinica grazie a perizie mediche. Per questo Michele Senese, uno dei re di Roma, tra i più pericolosi criminali sotto il Cupolone, è stato ribattezzato ‘o pazzo. Il nucleo investigativo dei Carabinieri di Roma, questa notte, lo ha arrestato, da mesi si era reso irreperibile, insieme ad altre persone, per l’omicidio di Giuseppe Carlino, assassinato nel 2001 a Pomezia. Su ilfattoquotidiano.it il video dell’operazione. Per tutti gli arrestati contestata l’aggravante di mafia. Secondo la ricostruzione dell’accusa fu Senese a pianificare l’omicidio. Omicidio per il quale ‘o pazzo era stato già coinvolto in un procedimento penale, poi archiviato. Dopo tre archiviazioni, il caso è stato nuovamente riaperto. L’emilinazione di Carlino, ricostruiscono gli inquirenti, è stata decisa per vendicare l’omicidio del fratello Gennaro Senese, avvenuto a Roma nel 1997. Tra gli indagati anche Domenico Pagnozzi, al vertice dell’egemone clan operante in Campania, vicino all’organizzazione retta da Senese. La storia di ‘o pazzo è stata raccontata dal Fatto quotidiano qualche settimana fa rivelando perizie e anche connivenze che, in questi anni, hanno consentito a Senese di diventare uno dei re di Roma  di Nello Trocchia

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Missoni, ritrovato l’aereo scomparso nelle acque del Venezuela

prev
Articolo Successivo

Stefano Borgonovo, morto l’ex calciatore simbolo della lotta alla Sla

next