La Borsa di Tokyo sconta una nuova ondata di forte volatilità e chiude con un tonfo del 6,35%, lasciando sul parterre circa il 20% dal 22 maggio scorso. A pesare è il rialzo dello yen, che penalizza l’export, e la performance di ieri di Wall Street, che per il terzo giorno consecutivo ha chiuso in rosso, per i timori che la Federal reserve possa avviare l’uscita dall’aggressivo allentamento monetario. L’indice Nikkei cede quindi 843,94 punti, a quota 12.445,38, entrando nel “bear market”, ovvero in andamento ribassista.

Mentre Piazza Affari, dopo avere aperto in calo dell’1,54%, ha virato in positivo e ha chiuso a +0,58 per cento e lo spread tra Btp e Bund tedeschi a dieci anni, che mercoledì aveva chiuso a 275 punti, è tornato a salire attestandosi a 280 punti, con i titoli di Stato italiani che pagano interessi al 4,36 per cento.

Le Borse asiatiche, già mercoledì, in scia ai listini europei e a Wall Street, avevano chiuso in negativo. I mercati devono fare i conti con le incertezze sui programmi di stimolo da parte delle banche centrali. Martedì la Bank of Japan aveva lasciato invariato il suo programma di stimolo, senza adottare nuove misure a sostegno della liquidità. Da quando il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha annunciato il 22 maggio scorso che la Fed potrebbe ridurre gli acquisti di bond in presenza di un miglioramento della crescita dell’economia e dell’occupazione americana, l’indice Msci per l’area dell’Asia-Pacifico ha ceduto oltre l’8 per cento. 

Intanto la Banca Mondiale rivede in forte calo la stima del Pil nell’area dell’euro. Nel 2013, infatti, la crescita dell’Eurozona dovrebbe registrare un calo dello 0,6% contro -0,1% stimato a gennaio scorso. A frenare l’attività economica nell’area dell’euro, sostiene la Banca Mondiale, “è la debolezza del clima di fiducia e il risanamento dei conti pubblici in corso in diversi paesi dell’area”. Per il 2014 la Banca Mondiale stima un pil in crescita dello 0,9% e dell’1,5% nel 2015.

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