Cecile Kyenge? Mi sembra una scelta del cazzo, un elogio dell’incompetenza“. Lo dichiara Mario Borghezio, contattato telefonicamente dalla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”, su Radio Due. “So che è un medico oculista” – prosegue l’eurodeputato del Carroccio – “mi sembra una brava ragazza, modesta, con tutto quello che il termine ‘modesta’ indica. Mi è parso che avesse l’aria di una casalinga. Un ministro dell’Integrazione dovrebbe avere grosse competenze nel diritto del lavoro, ma credo che questa scelta sia un po’ il manifesto di questo governo”. E aggiunge: “Non è un problema il colore della sua pelle, ho molto simpatia per il Congo, mi ricorda la mia prima esperienza lavorativa. Ma per fare il ministro dell’Integrazione la Kyenge non ha esperienza, la vedrei piuttosto come assessore di un Comune di cinquecento persone“. L’esponente della Lega Nord poi afferma: “Al posto della Kyenge avrei proposto Giancarlo Gentilini, un democratico con grande esperienza nell’integrazione“. E rincara: “Cecile Kyenge è arrivata dove è arrivata perchè si sarà arruffianata qualche gerarca del Pddi Gisella Ruccia

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

In diretta dalla Camera: la fiducia al governo Letta

prev
Articolo Successivo

Fiducia, Pd compatto. Scalfarotto e Madìa: “Governo Pd-Pdl? Colpa del M5S”

next