“Nessun vuole la guerra” dice il presidente Usa Barack Obama che ha inviato a Seul il segretario di Stato americano, John Kerry, arrivato oggi in Corea del Sud. Kerry incontrerà il ministro degli Esteri, Yun Byung-se per cercare di frenare le minacce di guerra della Corea del Nord. La visita nella capitale sudoreana è la prima tappa della missione in Estremo oriente che porterà Kerry a Pechino e a Tokyo. Il segretario di Stato è “reduce” dal G8 di Londra dove si è discusso dell’innalzamento della tensione nella penisola asiatica. Ma Pyongyang torna a minacciare una rappresaglia nucleare nel caso di scoppio di un conflitto sulla penisola coreana. Lo riporta l’agenzia ufficiale, la Kcna.

Obama ha detto di voler risolvere la crisi attraverso la diplomazia, anche se nello stesso tempo si è detto determinato a difendere gli Stati Uniti e i suoi alleati. Ricevendo nell’Ufficio Ovale della Casa Bianca il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, Obama ha esortato Pyongyang a metter fine al suo “atteggiamento aggressivo”. Da Ban Ki-moon invece è arrivata l‘esortazione alle Cina ad aiutare a ridurre le tensioni. “La Cina ha un enorme interesse nella stabilità e l’intento incessante della Corea del Nord di dotarsi di un missile nucleare armato è nemico della stabilità”, ha dichiarato un alto responsabile dell’amministrazione americana a Seul in missione con il segretario di Stato. “Tutto questo affida a noi e ai cinesi un comune pressante obiettivo per la denuclearizzazione”, ha aggiunto la fonte.

Intanto una nuova valutazione sulle capacità nucleari dei nordcoreani condotta dall’intelligence militare Usa ha concluso per la prima volta con “moderata certezza” che hanno acquisito la capacità di produrre ordigni atomici di dimensioni tali da poter essere inseriti in missili balistici. Nelle nuove valutazioni, secondo il New York Times, che sono state comunicate ad alti funzionari dell’amministrazione e membri del Congresso, si afferma che l’affidabilità di tali armi “è bassa”.

Una ipotesi che non trova tutti d’accordo: “è inesatto” dire che la Corea del Nord ha “pienamente testato, sviluppato o dimostrato” di avere la capacità di lanciare missili con testate nucleari, ha detto il portavoce del Pentagono George Little. Inoltre il ministero della Difesa sudcoreano non ritiene che la Corea del Nord sia riuscita nell’operazione di miniaturizzazione di un ordigno nucleare, tale da poter essere montato su un missile.“La nostra valutazione militare è che il Nord non l’abbia ancora completata”, ha detto Kim Min-seok, portavoce dello stesso ministero. Pyongyang, ha aggiunto Kim nel corso di un briefing con la stampa, è “sulla buona strada” per rendere più piccole le bombe nucleari, ma è in dubbio l’ipotesi che abbia la piena disponibilità della tecnologia di miniaturizzazione. “La Corea del Nord – ha riportato l’agenzia Yonhap – ha condotto tre test nucleari, ma è comunque incerto il fatto che abbia fatto una piccola e leggera testata capace di essere montata su un missile”, ha ribadito Kim, secondo cui, attualmente, non ci sono segnali sopra il 38° parallelo di “attività militari irregolari”. 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Usa, in Aula inizia il dibattito. Ma la legge su controllo armi resta un miraggio

prev
Articolo Successivo

I saggi olandesi come quelli di Napolitano? “Ma noi li abbiamo dal 1531”

next