“L’auto-censura è una minaccia per la libertà tanto grande quanto un intervento aggressivo”. Così Bill Emmott, ex direttore dell’Economist e autore insieme a Annalisa Piras di “Girlfriend in coma” commenta la decisione di rinviare il film. Rinvio a data da destinarsi, ma comunque, come ha ribadito la presidente della Fondazione Maxxi di Roma Giovanna Melandri, non prima delle elezioni, “per tutelare l’Istituzione”. Bill Emmott ha scritto una lettera significativa, sul tema della libertà di espressione e dell'(auto) censura, che ha inviato ad Articolo21 e Change.org, promotori della petizione “Melandri, il film di Emmott non deve essere censurato” e che in meno di 48 ore ha superato, anche grazie al Fatto, le 20mila firme. 
Cedo volentieri questo spazio alla lettera di Bill Emmott auspicando che possa servire a far tornare sui suoi passi la presidente Giovanna Melandri. In nome di quell’art.21 della Costituzione così spesso invocato in questo Paese ma così raramente applicato.

“Annalisa Piras ed io siamo molto grati ed incoraggiati dal supporto di tutti quelli che hanno firmato la petizione promossa da Articolo21 e Change.org. Significa molto per noi. La decisione del MAXXI illustra alcuni punti molto importanti riguardo alla libertà d’espressione e la libertà dei media in Italia. Innanzitutto ci mostra che la politicizzazione delle istituzioni culturali e troppo spesso degli stessi media è un enorme ostacolo alla libertà di espressione e di pensiero. Se il MAXXI stia agendo per motivi politici oppure (come dice la Presidente Melandri), per evitare di essere politicizzati, non importa: in entrambi i casi questa politicizzazione ha bloccato il dibattito culturale in Italia in un modo che non potrebbe verificarsi in Germania o in Inghilterra o in America. In secondo luogo, ci dice che quella difensiva, cauta, anche vile forma di auto-censura è una minaccia per la libertà tanto grande quanto un intervento aggressivo”. “In terzo luogo – conclude Emmott – ci mostra che tutti dobbiamo agire per impedire che questo succeda, dobbiamo prendere una posizione e mostrare coraggio morale. Ed è ciò che hanno fatto tutti coloro che hanno firmato questa petizione. Ne siamo molto grati”.
Bill Emmott 

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