E’ andata: in Francia il primo articolo del progetto di legge sul matrimonio gay e l’adozione di coppie dello stesso sesso è stato adottato dall’Assemblea nazionale. Erano le 12:30. E subito i deputati della sinistra hanno cominciato a gridare: “Uguaglianza! Uguaglianza!”. Si tratta in effetti della prima importante tappa del lungo iter di approvazione del testo: l’articolo uno della legge prevede che “il matrimonio è contratto da due persone dello stesso sesso o di sesso differente”. Insomma, sancisce il via libera al matrimonio gay.

A favore hanno votato 297 deputati, contro 97. I primi comprendono i parlamentari della maggioranza, perlopiù socialisti, ma anche i verdi e quelli di una piccola formazione, il Partito radicale di sinistra. A loro si sono associati pure i colleghi del Front de gauche di Jean-Luc Mélenchon, federazione di diversi partiti di estrema sinistra, compreso quello comunista. Il Front de gauche ha ormai preso le distanze su molti dossier nei confronti di François Hollande, ma sulla battaglia per il matrimonio gay è rimasto al fianco della sinistra al potere. Contro, invece, hanno votato i deputati dell’Ump, il partito di centrodestra, lo stesso di Sarkozy (anche se hanno fatto eccezione Franck Riester e Benoist Aparu, favorevoli alla legge) più i rappresentanti del Front national di Marine Le Pen. E la maggior parte dei centristi.

La strada, comunque, per arrivare all’approvazione finale è lunga. Si tratterà probabilmente di mesi, perché l’oppisizione ha presentato numerosi emendamenti (solo all’Assemblea nazionale 5.362) per ritardare i lavori, che, teoricamente, in questa prima lettura nell’equivalente della nostra Camera dei deputati dovrebbero terminare entro il 10 febbraio, prima del passaggio del testo al Senato. Intanto i parlamentari contrari ricorrono a diversi espedienti per fare ostruzionismo, ad esempio chiedendo la sospensione del dibattito, appellandosi a violazioni del regolamento. Dal 29 gennaio, quando il progetto di legge è approdato in aula, è già successo 17 volte. I parlamentari della maggioranza, invece, limitano il più possibile i propri interventi, per non perdere tempo. Intanto le polemiche continuano anche al di fuori dell’Assemblea nazionale. Ancora oggi gli oppositori al matrimonio gay e all’adozione da parte delle coppie dello stesso sesso sono scesi per strada a Parigi e in diverse città del Paese.

Sta di fatto che, al di là delle scarmucce fra deputati o agli appelli contro la novità per le strade, l’approvazione della legge è praticamente sicura, vista la fortissima maggioranza in Parlamento sulla quale possono fare affidamento Hollande e Jean-Marc Ayrault, il premier socialista. Dall’ultimo sondaggio condotto al riguardo è emerso ancora una volta l’appoggio della popolazione al matrimonio gay. E, invece, la diffidenza nei confronti dell’adozione. Realizzata dall’istituto Ifop nei giorni scorsi, l’indagine ha indicato che il 63% è favorevole nel primo caso. Ma solo il 49% nel secondo: insomma, per l’adozione non esiste una maggioranza di consensi nella popolazione.

Il progetto di legge, sotto la pressione di Hollande, non comprende la legalizzazione della procreazione medicalmente assistita, come invece era previsto agli inizi. Il Presidente ha preferito rinviare una novità del genere a un provvedimento futuro, per evitare ulteriori polemcihe. Da sottolineare: dal 1999 la Francia ha già legalizzato le unioni civili (Pacs). E, quindi, l’introduzione di un matrimonio gay rappresenterà una rivoluzione relativa.

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