L’odioso buonismo televisivo ha un fratello altrettanto insospettabile: il “cattivismo”. E ieri sera, su SkyUno, è cominciato il programma-manifesto di questa tendenza molto cool a essere maleducati, arroganti, stronzi: MasterChef Italia.

I tre giudici, gli chef Barbieri e Cracco e l’imprenditore Jo Bastianich, passano la puntata a dimostrare chi è più cattivo nei confronti dei malcapitati concorrenti, mostrando in maniera piuttosto evidente che trattasi di un atteggiamento costruito a tavolino, studiato, televisivo e non genuino. È il tentativo di scimmiottare, in salsa italica, il terrore delle cucine anglosassoni Gordon Ramsay, lui sì stronzo davvero.

E allora le parolacce, le facce imbruttite, le scenate, i piatti che volano, diventano una macchietta, una sbruffonata continua. Barbieri è leggermente più mite, anche se severo, mentre Cracco e Bastianich si impegnano in una specie di gara a chi ce l’ha più lungo (il “cattiverio”, ovviamente), anche perché hanno una reputazione da latin lover da difendere.

Due ore di trasmissione disseminate di stronzaggine sono difficili da mandar giù, al pari di alcuni immangiabili piatti preparati dai concorrenti. E MasterChef sarà anche uno dei fenomeni televisivi degli ultimi tempi, per carità, ma se l’alternativa culinaria in tv è tra il gommoso e stucchevole buonismo della Clerici e le parolacce da copione di Cracco e Bastianich, io preferisco mangiare a casa mia, accontentandomi di una poco elaborata ma onesta aglio, olio e peperoncino.

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