Vi ricordate il Paradosso di Zenone? Achille insegue la Tartaruga, ma per quanto sia velocissimo non la raggiungerà mai. Per quanto corra e si danni l’anima, infatti, ogni volta che Achille, velocissimo, correrà verso di lei, la Tartaruga, lentissima, si sarà comunque spostata da dove era. Risultato: paradossalmente Achille non potrà mai raggiungere la tartaruga.

Ecco, oggi abbiamo il Paradosso della Fornero: se uno lavora in modo indefesso dovrebbe raggiungere (prima o poi) l’età pensionabile. Tuttavia, una volta arrivato alla meta, si accorgerà che la linea d’arrivo sarà stata spostata di qualche anno. Risultato: l’Achille-Lavoratore non potrà mai raggiungere la Tartaruga-Pensione.

Quando ho iniziato a lavorare io, nel 1989, si andava in pensione prima dei 60 anni ed era prevista perfino la Pensione-Baby a 40 anni d’età. Nel tempo la “soglia” è stata spostata a 60, 63, 65…. Oggi il “consiglio” (neppure tanto sottotraccia, ma proprio esplicito) è di lavorare addirittura fino a 75. Ma attenzione, non è finita qui. L’Europa ci bacchetterà fra qualche mese, il nuovo governo dovrà fare nuove riforme lacrime e sangue, il nuovo ministro sarà certamente chiamato a spostare ancora questa soglia dell’età pensionabile. Volete scommettere? (Attenzione, su queste pagine ho già scommesso, due o tre anni fa, con qualche lettore. Dato quel che vediamo oggi direi che ho vinto io, purtroppo…)

La verità è che il pensionato costa e non rende, consuma meno, fa ricorso ai servizi gratuiti dello Stato, ed è un pessimo cittadino secondo le regole correnti. Meglio che resti lavoratore, consumatore, contributore per tutta la vita. Rende di più. E poi c’è il problema dei nati tra il ’55 e il ’65, i baby-boomers: sono troppi, tutti insieme, sono un’onda anomala che farebbe saltare il banco. Necessario diluirla il più possibile. Meglio ancora se, mentre la si spalma fino a novant’anni, la maggior parte muore. Prima di andare in pensione!

Cari sostenitori del lavoro, della crescita, di questo meraviglioso sistema: il contratto che avevamo stipulato col Sistema continua a essere cambiato unilateralmente. Siete sicuri di volerlo ancora onorare? Uno dei due contraenti (il lavoratore, cioè ognuno di noi…) continua a rispettare quell’accordo: va a lavorare, paga le tasse, si aspetta di avere in cambio servizi, sanità, pensione; l’altro (lo Stato) no: alcune cose non gliele dà più, altre le sta cambiando. Continuereste a pagare un’auto che non vi verrà consegnata? Ecco, è quello che state facendo….

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