Annie LennoxNon canta quasi più. E se lo fa, è solo per scopi benefici. Con questo intento Annie Lennox, sublime cantautrice britannica, mette il suo talento a disposizione delle donne meno fortunate di lei. Un incontro contagioso quello con Nelson Mandela nel 2003 che, dati alla mano, le  parlò di genocidio in Africa, dove si consumava e si consuma tuttora  una strage di donne e bambini malati di Aids.   Annie, colpita dritta al cuore, abbandona i travestimenti di scena da icona degli anni ’80, che  l’hanno resa celebre con gli Eurythmics e diventa ambasciatrice Oxfam.  

E urla di petto “Indignatevi, arrabbiatevi, commuovetevi”, facendo vibrare tutte le corde di chi la ascolta. Lei regala la sua voce, i beneficiati si impegnano ad aiutare le donne del sud del mondo. Escluse dalla vita sociale, economica e politica del proprio paese. Sono donne i due terzi dei bambini ai quali viene negata un’istruzione. Le canzoni di Annie hanno accompagnato i nostri amori giovanili. Nel 2004 vince l’Oscar  per la migliore canzone, Into The West, dal film Il Signore degli Anelli.  Proclamata dai Premi Nobel, riunitisi a Berlino”Donna della Pace 2009″ per il suo impegno nella lotta contro l’AIDS. Oggi non rimane più in reggiseno rosso sul palco come all’ultimo concerto milanese. E’ ritornata a Milano per un live benefico al Palazzo del Ghiaccio, sono accorsi in più di mille. L’allure è quella di una maestra di scuola, scarpe nere basse, stringate e camicia castigata a pois rossi, ma la voce, ah quella voce, quando si siede al piano non è invecchiata di un solo giorno. Al suo confronto la quasi coetanea Madonna è afona.  Sul suo viso non c’è traccia di botox, nè di bisturi, ma solo segni di passioni. 

Gorgheggia “Why”, uno dei suoi hit più di successo, e la platea va in visibilio.  Solo quattro pezzi, soffre di affaticamento alle corde vocali. Un solo bis, si alza, s’inchina al suo pubblico e se ne va. Non si ferma neanche a cena. Da vera anti/star.

Lascia Livia Firth, altra ambasciatrice globale di Oxfam e moglie del premio Oscar Colin, e Maurizia Iachino, presidente Oxfam Italia, a fare circle. Disporre di un cerchio di donne che hanno potere e influenza al fine di “rimettere in circolo” le loro ricchezze. E’ l’ultima iniziativa che la Lennox è venuta a presentare in Italia. Pensieri sottili come lamine: “Donne che aiutano le altre donne. Lo facciamo naturalmente. Ma c’è moltissimo da fare per riconoscere i giusti diritti a milioni di donne nel mondo. Sostituiamo la vecchia idea di charity con quella di investimento sociale. E’ una cosa potente. Investire nelle donne del Sud del mondo, offrendo loro chiavi di accesso al lavoro, allo studio, all’uguaglianza…”. Sono queste adesso le note preferite di Annie.  E il suo ultimo gorgheggio è “Allarghiamo il circolo. Insieme si può”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

25 novembre: cambiare la cultura, fermare la violenza

next
Articolo Successivo

Giornata contro la violenza sulle donne: quest’anno il 25 novembre lo festeggiamo

next