Italiani brava gente? Un mito che ha fatto la storia e che la realtà spesso ha smentito, anche se in pochi se lo ricordano. A questo tema delicato, l’Istituto Alcide Cervi a Gattatico in provincia di Reggio Emilia ha deciso di dedicare la seconda edizione della Winter School che si svolgerà dal 22 al 25 novembre 2012. Si parlerà di crimini, guerre e fascismi, e a farlo saranno giornalisti, docenti ed esperti per poter dare il via ad un dialogo consapevole su questioni calde della storia contemporanea italiana. Al centro del dibattito sarà l’Europa, fresca di premio Nobel per la pace e terra di storie irrisolte, e molto spesso dimenticate. Obiettivo, ancora una volta, curare la memoria perché la storia non sia solo un archivio da consultare quando serve, ma anche un esercizio periodico per riprendere tasselli fondamentali del passato e farne insegnamento del presente. Rivolta ad educatori, operatori culturali, studiosi e semplici cittadini, la Winter School del Museo Cervi è diretta dal professor Gianni Oliva e vanta all’interno del suo programma storici, professionisti ed esperti in materia di grande livello.

Quattro giorni di dibattiti, incontri e tavole rotonde in un viaggio nei Balcani, in Grecia, in Russia con l’intenzione di colmare un deficit di conoscenza sulla guerra italiana. L’Istituto Cervi, situato all’interno della casa che fu dei partigiani originari di Gattatico, i famosi sette fratelli Cervi fucilati dai soldati repubblichini, è considerato uno dei templi sacri della memoria antifascista locale. Lì si tengono iniziative culturali e commemorazioni che permettono di mantenere vivo il passato con uno scopo educativo e formativo. “Laddove è arrivata – raccontano gli organizzatori, – la guerra del fascismo ha lasciato un segno indelebile, le cui scorie sono ancora oggi visibili. La Winter School 2.0 di quest’anno si rivolge al tema dei crimini di guerra fascisti, in larga parte sconosciuti, impuniti e spesso estromessi dalla narrazione pubblica della nostra seconda guerra mondiale. Esiste, infatti, un peso irrisolto della guerra fascista nel Mediterraneo e in Europa che non ha ricevuto la necessaria attenzione dalla storiografia, così come dal racconto pubblico”.

Tanti i temi trattati dal peso delle guerre fasciste alle prospettive contemporanee, passando per immaginario e rappresentazione nazionale. Si comincia il 22 novembre con Paolo Pezzino, storico dell’Università di Pisa
con un incontro dal titolo: “Crimini e memorie di guerra, violenze contro le popolazioni e politiche del ricordo”. Due gli ospiti internazionali: Thomas Schlemmer, ricercatore presso l’Institut für Zeitgeschichte di Monaco e Pericle Karavis, storico dell’Università di Salonicco, che si occuperanno rispettivamente della campagna italiana in Russia e della lotta partigiana durante il fascismo in Grecia. Poi ancora nomi di prestigio come Angelo Del Boca, il primo studioso italiano a denunciare le atrocità compiute dalle truppe italiane in Libia e in Etiopia; Marco De Paolis, Gip del Tribunale Militare di La Spezia e scopritore nel 1994 dell’ “Armadio della Vergogna”; Mimmo Candito, corrispondente di guerra dai principali teatri di conflitto in Medio Oriente, Asia, Africa e Sud America. E poi tanti dibattiti e laboratori specifici per arricchire una quattro giorni dedicata alla storia recente.

La Winter School dell’Istituto Cervi si inserisce nelle iniziative per la memoria antifascista, dopo che proprio a Casa Cervi lo scorso 25 luglio, l’Anpi nazionale aveva presentato un documento di sei pagine per ribadire l’importanza, anche al giorno d’oggi, della militanza antifascista. A parlarne era stato proprio il presidente Carlo Smuraglia, interessato a denunciare una situazione contemporanea dove episodi di fascismo e violenza continuano a presentarsi e a non essere denunciati. L’antifascismo è sempre attuale e non bisogna trascurare nessun tipo di manifestazione pericolosa e rigurgiti di un’ideologia del passato non ancora vinta. Questo il messaggio che cerca di trasmettere l’Istituto Cervi con le sue tante attività nel corso dell’anno. “Memorie in cammino” è ad esempio uno degli ultimi progetti partoriti dall’istituto culturale in provincia di Reggio Emilia: un archivio multimediale che raccoglie testimonianze e documenti della storia italiana dal primo ‘900. Da piccole interviste video, fino a testi scritti che narrano racconti inediti e che servono per evitare che pezzi importanti del passato vengano dimenticati. Una lotta contro il passare del tempo e per mantenere viva una testimonianza che si sposa con il pensiero della famiglia Cervi. “Dopo un raccolto ne viene un altro, diceva il saggio papà Alcide. Nella speranza che ad ogni nuova semina si sia imparato qualcosa in più da quella precedente.

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