“Sei amico del petrolio e del carbone? Io non ti voto”. E’ uno degli slogan della nuova campagna di Greenpeace Italia “Io non vi voto”, indirizzata ai leader della politica del Belpaese. I manifesti affissi dagli attivisti per le strade della Capitale, rimandano ad un sito dal quale i cittadini potranno scrivere ai politici che si candidano a governare l’Italia.

La lettera che i cittadini potranno inviare tramite l’apposito form, è breve ma efficace. Semplicemente, si chiede ai candidati di fermare il carbone, che utilizzato per la produzione di energia elettrica causa in Italia quasi 600 morti e oltre 2,5 miliardi di danni sanitari, ambientali ed economici. Per cui, è evidente, bisogna urgentemente cancellare nuovi progetti sull’utilizzo del carbone e promuovere le politiche delle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica: “Rinnovabili ed efficienza sono l’unica opzione disponibile per difendere lavoro, ambiente, per sottrarre l’Italia al ricatto economico del costo delle fonti fossili”. L’altra richiesta, non meno importante, è quella di impedire la corsa al petrolio nei nostri mari: “Il piano di sfruttamento delle risorse petrolifere nei nostri mari è folle e rappresenta un vantaggio solo per le compagnie petrolifere. Per estrarre l’equivalente di poche settimane di consumi nazionali rischiamo tragedie come quelle del Golfo del Messico: la distruzione del Mediterraneo, danni incalcolabili all’economia, al turismo, alle comunità costiere”.

Infine, poiché Greenpeace non si occupa di propaganda fine a sé stessa, propone pure le soluzioni: “Per portare avanti seriamente queste politiche vi chiedo di fare vostro ogni punto della proposta “Energie Pulite per l’Italia” di Greenpeace. Chi non ci sta non avrà mai il mio voto!”. Io, ovviamente, ci sto.

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