Il tasso di disoccupazione non scende e resta ai livelli top dal gennaio 2004. Secondo le ultime rilevazioni Istat, il tasso riferito al mese di agosto è rimasto stabile al 10,7%, lo stesso livello di luglio e giugno. Diverso il discorso per il dato calcolato su base annua, che fa registrare un +2,3%. Il numero dei disoccupati, spiega l’Istat, è pari a 2 milioni 744 mila.

Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumentano dello 0,6% (92 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività si attesta al 36,3%. Ad agosto l’occupazione maschile segna una variazione negativa sia in termini congiunturali (-0,1%) sia su base annua (-1,2%). L’occupazione femminile diminuisce dello 0,7% rispetto al mese precedente, ma aumenta dello 0,9% nei dodici mesi. Il tasso di occupazione maschile, pari al 66,7%, è invariato rispetto a luglio e cala di 0,9 punti percentuali su base annua. Quello femminile, pari al 47,2%, diminuisce di 0,3 punti percentuali in termini congiunturali e aumenta di 0,6 punti rispetto a dodici mesi prima. Nell’ultimo anno, quindi, c’è stata una ripresa maggiore della disoccupazione maschile rispetto a quella femminile

Unico dato in lieve ripresa è quello della disoccupazione giovanile (15-24 anni), che nei mesi scorsi aveva fatto registrare numeri record. Ad agosto è al 34,5%, in diminuzione di 0,5 punti percentuali su luglio, mentre risulta comunque in aumento di 5,6 punti su base annua. Lo rileva l’Istat (dati destagionalizzati e provvisori) aggiungendo che tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 593 mila.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Medici a partita Iva, infermieri a termine: la precarietà va anche in ospedale

prev
Articolo Successivo

Lavoro, Fornero: “Laurearsi male non serve, meglio formazione tecnica”

next