Non che ci fosse bisogno del Batman de noantri, dei suoi sedici conti correnti, delle ostriche e del Suv, dei villaggi vacanze e delle finte consulenze, per scrivere un epitaffio poco glorioso su quel che resta della destra italiana

Ci avevano già pensato i colonnelli della vecchia Alleanza Nazionale a imbalsamare una tradizione politica che nel bene e nel male aveva fatto la storia del novecento italiano, trasformandola nella caricatura di se stessa, un’immobile macchietta alla Sturmtruppen. Il capogruppo Maurizio Gasparri che insulta in aula Beppino Englaro; il ministro Ignazio La Russa che prende a calci i cronisti; il governatore e poi ministro Francesco Storace che sogghigna davanti ai neonazisti greci di Alba Dorata e alle loro “bravate”; il sottosegretario Daniela Santanchè che dal privé del Billionaire si fa paladina del popolo contro le banche, contro l’Europa, contro la casta; il sindaco Alemanno sommerso dalla neve; la gabbiana Giorgia Meloni che apparecchia ogni anno, con i suoi “giovani ribelli” seguaci di Atreju, una festante accoglienza per il miliardario Berlusconi e per le sue barzellette anni cinquanta (quest’anno le è andata male, però). 

Insomma il caso della casta ciociara è solo l’ultimo esempio di una deriva ormai irrecuperabile. È la fine di una parabola che da Evola e da Tolkien è arrivata a Briatore e al consigliere Fiorito. Una destra che non vuole più cambiare il mondo, ma che si accontenta di cambiare la Smart perché “me dovete capì: manco c’entravo”. 

Oggi in Edicola - Ricevi ogni mattina alle 7.00 le notizie e gli approfondimenti del giorno. Solo per gli abbonati.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

I nuovi Re di Roma

di Il Fatto Quotidiano 6.50€ Acquista
Articolo Precedente

Lazio, Polverini: “Chiedo scusa, siamo noi l’antipolitica”. Ma non si dimette

next
Articolo Successivo

Margherita, Rutelli: “Rendo 5 milioni”. Ma è silenzio sui soldi alla sua associazione

next