AutostradaParto da un bagliore perché è l’immagine che si avvicina di più a questo agosto autostradale:un sole accecante, figlio di un secolo di scelleratezze umane e imprevedibili scherzi del clima, ha seccato le campagne e arso le nostre gole.

Il verde è solo uno spruzzo, prevalgono il giallo e il marrone, e l’azzurro è contaminato di turchese hipstamatic, artificiale come la puzza che produceva la raffineria di Falconara Marittima qualche anno fa. Percorro l’Adriatica in direzione nord quasi come una condanna, visto che è sabato. C’è aria di controesodo, parola da telegiornale, e come altri milioni di italiani sto pensando, sigillato in auto a farmi massacrare dall’aria condizionata, “possibile che abbiano deciso tutti di partire proprio oggi?”. Dimentico completamente l’insegnamento di Umberto Tozzi, cioè che gli altri siamo noi. Riesco anche a stupirmi di come abbiano potuto scegliere questo periodo per realizzare i lavori nella zona della riviera romagnola, riducendo a due corsie una delle tratte più battute dell’estate. La logica in questi casi è inutile come la fretta.

Autostrada
Foto: Luca Morino

L’orizzonte, fino ad Ancona, varia di poco: i laghi di Lesina e Varano si intuiscono nell’aria ondulata e bollente che sale dall’asfalto, mentre sono ben visibili i campi abbandonati, le case diroccate, i tralicci che sanno ancora di boom economico e di scandali Eni. A quei tempi gli italiani con l’auto nuova non toglievano il nylon dai sedili, per non rovinarli. In autogrill la musica non cambia, fa caldo pure lì, le classifiche propongono i cd dei soliti Liga o Vasco o raccolte imperdibili con tutta la musica degli anni ’80.

Oltre la vetrina del bar lo sguardo cade su un panino veramente internazionale, la baguette tirolè, a base di philadelphia, rucola e speck. Tanto quando si ha fame va bene anche quello e quando si vuole tentare la fortuna ci sono tanti bei cartoncini colorati che si chiamano Mega miliardario, Prendi tutto, Una barca di soldi, Turista per sempre. “Desidera un biglietto della lotteria?” ripete il disco rotto del cassiere. Sopra di lui un pannello retroilluminato finalmente sciorina una perla di saggezza: propone il menù Fatti Furbo.

Nell’intenzione dei pubblicitari (ma quanto è obsoleto ’sto termine?) si sottintende che un trancio di pizza di cartone e un bicchiere di ghiaccio con un po’ di coca a soli 5,29 € siano un affare pazzesco. Siamo polli da batteria perché ci crediamo veramente o, al peggio, non ci pensiamo affatto.

Colonnina s.o.s. autostrada
Foto: Luca Morino

 

Ripresa la strada, oltre una palina dell’s.o.s. appare finalmente un campo arato, con i solchi che si perdono lontano. Cazzo, sono giorni che Isoradio segnala 6 chilometri di coda nella zona di Fano, non aumenta, non diminuisce. È chiaro che copiano e incollano la notizia da un aggiornamento all’altro, tanto cosa cambia?

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