Tornano anche quest’anno i premi Ig Nobel, che premiano le ricerche più strampalate. La cerimonia, spiega un comunicato della rivista Annals of Improbable research, che organizza l’evento, si terrà il prossimo 20 settembre, e i biglietti saranno disponibili dall’1 agosto. La consegna dei premi avverrà come d’abitudine al Sanders Teathre dell’università statunitense di Harvard, e verrà trasmessa in streaming in tutto il mondo, con tanto di ‘notti bianche’ organizzate per l’occasione come quella dell’università olandese di Leiden. 

I premiati nelle dieci categorie riceveranno il riconoscimento dalle mani dei veri premi Nobel che hanno annunciato la loro presenza, da Dudley Herschbach, che ha vinto il premio per la chimica nel 1986, a Jack Szostak, che l’ha avuto per la medicina nel 2009. I vincitori degli Ig Nobel avranno 24 secondi per spiegare la propria ricerca, che dovranno poi condensare in sette parole. Alla cerimonia seguirà il 22 settembre una giornata dedicata alle ‘Ig Nobel informal lectures’, durante la quale i vincitori cercheranno di spiegare “il come, ma soprattutto il perché, delle loro ricerche”. L’iniziativa, giunta all’edizione numero 22, non è una presa in giro della scienza, come testimonia la presenza degli scienziati premiati con il maggior riconoscimento al mondo, ed è molto apprezzata nel mondo scientifico proprio per la capacità di sdrammatizzare la ricerca testimoniata dallo slogan: ‘La scienza che fa prima ridere e poi pensare”. Diversi sono stati i vincitori italiani, gli ultimi dei quali Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda e Cesare Garofalo dell’università di Catania, a cui è andato il riconoscimento per il management ”Per aver dimostrato matematicamente che un’organizzazione diventa più efficiente se promuove le persone a caso”

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L'abbiamo deciso perchè siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un'informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Cardiologi europei: “Con tasse su cibo spazzatura 2 milioni di morti in meno”

next
Articolo Successivo

Il fisico Hawking presenta Cosmos il supercomputer che studierà l’Universo

next