La Rai, con irrestibile senso del ridicolo, presa visione degli ascolti di “Quello che non ho“, ci ha fatto sapere che per Saviano: “Le porte sono sempre aperte”. Peccato che non abbia spiegato chi le abbia chiuse prima e perchè. Sarà appena il caso di ricordare cosa accadde al tempo di “Vieni via con me”. La ideazione e la realizzazione del programma furono circondate da un clima di mobbing continuato e dichiarato. Il direttore di Rai3, Paolo Ruffini, fu ostacolato in ogni modo sino alla sua rimozione. Ogni puntata fu preceduta e accompagnata da una raffica di aggressioni, alle quali il gruppo dirigente, salvo poche eccezioni e tra queste il consigliere Nino Rizzo Nervo che poi si dimise, non diede risposta alcuna, abbandonando la rete e gli autori nella tempesta.

Dopo la puntata sulla “Mafia al Nord” furono disposte ore di repliche e di rettifiche. Maroni rispose a Saviano quasi a rete unificate. Quando i fatti si incaricarono di dare ragione agli autori, la medesima Rai si guardò bene dal rivendicare le ragioni di Fazio e Saviano e neppure dispose la ritrasmissione del ” monologo incriminato”. Come se non bastasse, in questi mesi, non sono state prese in considerazione le ripetute richiesta avanate dal direttore di Rai 3 Antonio Di Bella per riaprire da subito le porte a Saviano e annunciare i nuovi progetti. Le dichiarazioni postume hanno il sapore della doppiezza e della ipocrisia, servono solo a parare il colpo, e forse a guadagnare qualche settimana di proroga del mandato.

Provate solo a pensare cosa sarebbe accaduto, per fare un solo esempio, se questa Rai avesse dovuto gestire il “duello” Lerner-Travaglio, quali polemiche ne sarebbero seguite, e quante repliche sarebbero state imposte. Non si tratta, dunque di “Aprire le porte a Saviano” (e a tutti gli altri già messi fuori), ma di lasciare aperto il portone di viale Mazzini, affinchè possano uscire i mazzieri del conflitto di interessi e gli ignavi che non li hanno contrastati.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sentenza Agrodolce, la Rai dovrà pagare 4,5 milioni di euro

next
Articolo Successivo

Nove domande a Aldo Grasso

next