E’ un’altra vittima della crisi economica il commerciante bolognese che si è tolto la vita oggi, in via Duse, impiccato nel retro del suo negozio. Piero Marchi, 48 anni, padre di due ragazzine e di una bimba di circa 7 mesi, era co-titolare di un’attività dedita alla riparazione di elettrodomestici, ereditata da suo padre, che l’aveva aperta negli anni Sessanta. Marchi, che gestiva il negozio con l’aiuto della madre e della sorella, aveva contratto dei debiti per mandare avanti l’attività. Tanto che, recentemente, aveva ricevuto una cartella esattoriale da Equitalia, che pretendeva il pagamento di una forte somma, probabilmente attorno ai 27.000 euro.

 

 E questa, secondo i primi accertamenti della polizia giunta sul posto, sarebbe la ragione alle spalle del suicidio dell’imprenditore. “In questo momento – ha sottolineato Valter Giovannini, Procuratore aggiunto e portavoce della Procura – non è possibile formulare nessuna ipotesi sui motivi del gesto”. Eppure i conoscenti puntano il dito contro Equitalia. Marchi, infatti, aveva parlato dei suoi problemi economici con alcune persone, con gli amici, con i colleghi negozianti che occupavano i locali vicino al suo. Il fruttivendolo, il titolare del centro assistenza. Persone che prendevano il caffè con lui tutte le mattine, radunate davanti alla S.a.s Ricambi per Elettrodomestici in zona San Donato, incredule alla notizia della sua scomparsa.

 

“Era una persona stupenda” racconta il titolare del negozio accanto, Mirko Pressi, che da una vita conosceva Piero “non ha mai dimostrato alcun segno di malessere e poi all’improvviso… Ci ha lasciati così”.

 

I due erano insieme proprio oggi pomeriggio, dopo che la mattina Marchi aveva regolarmente lavorato nel suo negozio, avevano trascorso un po’ di tempo in compagnia davanti a un caffè, a scambiarsi le solite chiacchiere. Poi Mirko è andato via intorno alle 16.30. Forse una mezz’ora, o un’ora prima che Piero Marchi si togliesse la vita. “Chissà, magari se fossi rimasto non sarebbe successo – ha aggiunto Pressi – era un amico, e ora cosa rimane di lui?”

 

 A trovare il corpo dell’imprenditore, secondo le prime testimonianze, sarebbe stata la madre. Prima di togliersi la vita, Marchi avrebbe anche lasciato un biglietto di scuse ai famigliari, biglietto che spiegherebbe le ragioni del gesto ai suoi cari. Che giunti al negozio, un capannello attorno alle auto di polizia e forze dell’ordine, erano increduli all’idea che l’uomo, il parente o l’amico, potesse aver compiuto un gesto così estremo a causa dei problemi finanziari.

 

“Era una persona disponibilissima, gentile con tutti, lo conoscevo probabilmente da quarant’anni, e oggi quando ci siamo visti era lui, come sempre – ha raccontato Mirko Pressi – non avremmo mai creduto potesse fare una cosa simile, sicuramente non era premeditata. Aveva avuto una discussione con l’amministratore del condominio stamattina, per via del riscaldamento. Nel suo palazzo era centralizzato e i costi si erano fatti sempre più insostenibili, così aveva deciso di scegliere di installarne uno separatamente, rifiutando di pagare l’ultima rata delle spese condominiali”. Una rata che, raccontano i conoscenti, aveva dichiarato di non poter pagare proprio a causa della cartella esattoriale ricevuta.

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