Vanessa Scialfa è stata strangolata con un cavo elettrico, poi soffocata con un fazzoletto imbevuto di candeggina. La ventenne di Enna è stata uccisa dal convivente Francesco Mario Lo Presti, di 15 anni più grande di lei, che ha confessato. L’uomo fin dalle prime ore del mattino è stato rinchiuso nel carcere cittadino con l’accusa di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Vanessa Scialfa era scomparsa il 24 aprile scorso e il suo cadavere è stato trovato il pomeriggio del 26.

VIDEO – IL LUOGO DEL RITROVAMENTO DEL CORPO

Quella di Lo Presti è stata una lunga e dettagliata confessione, giunta al termine di un interrogatorio durato per alcune ore. La furia omicida sarebbe stata scatenata dal convincimento che la ragazza, in un momento di intimità, avesse pronunciato il nome dell’ex fidanzato. Lo Presti avrebbe cominciato ad inveire e Vanesse si sarebbe alzata dal letto e si sarebbe vestita, forse con l’intenzione di andare via da casa. A questo punto Lo Presti – come ha raccontato egli stesso ai poliziotti – avrebbe assunto della cocaina e vedendo la compagna che stava per uscire di casa, avrebbe strappato i cavi del lettore Dvd e l’avrebbe strangolata, annodandole i fili al collo spingendola sul letto. Dopo il delitto, Lo Presti ha detto di aver avvolto il cadavere in un lenzuolo, lo ha caricato in macchina e si è diretto verso la statale Enna-Caltanissetta. Giunto sul cavalcavia che sovrasta la zona dell’ex miniera di Pasquasia, Lo Presti avrebbe gettato giù il corpo, quindi si sarebbe preparato ad interpretare davanti ai genitori della vittima e agli inquirenti la parte del fidanzato preoccupato.

Era il primo pomeriggio del 24 aprile, lo stesso giorno in cui il padre di Vanessa ne aveva denunciato la scomparsa alla polizia, e aveva lanciato un appello su Facebook per le ricerche. Ieri la confessione dell’uomo, ottenuta grazie ad uno stratagemma degli investigatori che lo avevano raggiunto dicendogli: ”Abbiamo trovato Valentina, è viva…”, Lo Presti disperato, è scoppiato a piangere: “Non è possibile”, avrebbe detto, “ho fatto una fesseria, non può tornare più….”

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Unipol-Premafin: perquisizioni in corso nelle società di Ligresti

next
Articolo Successivo

Delitto di via Poma: Busco è innocente “Non fu lui a uccidere la Cesaroni”

next