In ogni momento, somewhere, someplace, in questo Paese, in questa città, nella vostra città, la vita di un bambino innocente è in pericolo per la malsana condotta di un pedofilo. Più di mezzo milione di bambini, fra cui potrebbero esserci i nostri figli, le nostre figlie, saranno sessualmente abusati quest’anno. Collettivamente ne siamo disturbati, collettivamente siamo solidali. Ma non è abbastanza, collettivamente, dobbiamo agire. Stiamo combattendo una guerra contro un nemico invisibile che può nascondersi dietro la maschera di un nostro vicino di casa o di un parente lontano…

Così parlò Julia von Weiler, un pezzo di donna teutonica, psicologa infantile, che per la sua triste specializzazione in bambini molestati sessualmente, viene invitata a tenere conferenze sull’argomento in lungo e in largo per la Germania e non solo. Allertare i bambini, senza allarmarli troppo, è la sua missione. Prima di approdare alla scuola elementare e media dei miei figli, molti genitori si sono chiesti se fosse il caso di parlare a bambini dai nove anni in su di argomenti così sconvenienti. Meno male che è prevalso il buon senso sulla tattica dello struzzo: tutti, compresi i più piccoli, devono essere informati. Messi in guardia anche delle trappole, tentacoli e tentazioni che corrono sul web. E dei pericoli dello stalking on line Frau Julia avverte: “Ogni ossessivo stalker è un potenziale maniaco” . Mentre del bullismo sfoglia le statistiche più aggiornate: ” In Germania su sei bambini, uno è vittima di bullismo. In America le cose vanno peggio: ogni 3 bambini uno è stato traumatizzato da un atto di bullismo “.

Si chiama Innocence En Danger, l’associazione internazionale di Protezione e Difesa del bambino contro ogni violenza e forma di sfruttamento.

Noi dobbiamo proteggere i nostri figli, perché loro non si possono proteggere da soli. E se non lo facciamo noi, chi dovrebbe farlo. Possiamo proteggere ogni bambino? Possiamo salvare tutti i bambini?“. Muove la testa in segno di diniego Frau von Weiler: “Sfortunatamente no. Ma se ne salviamo uno, uno solo, questo vale tutti i nostri sforzi”. Bambini e genitori hanno applaudito. Poi Carina Jones e Maria Rodes, mamme di numerosa prole, hanno messo in mano ai studenti più giovani una busta per fare la colletta tra i negozianti del posto, parenti e amici. Due giorni dopo hanno chiesto loro di travestirsi in maschera e di fare uno slalom di beneficenza. Hanno raccolto l’equivalente di 16mila euro che serviranno per ospitare, quest’estate, ai summer camp della J.Kennedy School di Saanen in Svizzera, i piccoli abusati sessualmente.

Fare volontariato fa sempre bene, ancora meglio se si comincia da giovanissimi. Per loro adesso è un gioco, da grandi, magari, diventerà un’abitudine. E se Leopoldine, dodici anni, caschetto biondo e occhi blu, risponde: “É bello che noi bambini aiutiamo quelli meno fortunati di noi“, vuol dire che la lezione di Frau von Weiler è servita a qualcosa.

P.S. Altro buon esempio: l’ha fortemente voluta Mariella Boerci, ha soli 25 anni, bella e solare, Nathalie Dompè, figlia di Sergio, presidente di Farmindustria, laurea alla Bocconi, ha appena prestato il volto alla Lilt ( Lega Italiana per la Lotta contro i tumori).

di Januaria Piromallo

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