In ben tre occasioni, di recente, il nostro Paese è stato oggetto delle attenzioni internazionali per il cattivo trattamento riservato a immigranti e rifugiati.

La prima è costituita dal rapporto dell’organizzazione Human Rights Watch, la quale denuncia gli episodi di Rosarno, gli attacchi a Rom e Sinti e agli immigrati, per concludere che “le mancanze dello Stato italiano nel prendere misure efficaci contro i crimini imputabili a odio discriminatorio. Sono rari i casi in cui l’aggravante razzista venga contestata nelle azioni penali per violenze, e le autorità italiane tendono a sminuire la portata del problema e non condannano con la necessaria forza gli attacchi. La inadeguata formazione delle forze dell’ordine e del personale giudiziario e la incompletezza della raccolta di dati aggravano la situazione. Allo stesso tempo, la retorica dei politici, le misure del governo e la cronaca  mediatica collegano gli immigrati e i Rom alla criminalità e contribuiscono ad alimentare un clima di intolleranza”.

La seconda occasione è poi rappresentata dal rapporto sull’Italia della Commissione europea contro la discriminazione. Secondo tale rapporto, malgrado qualche passo avanti, “si è verificato  un aumento del ricorso a discorsi di stampo razzista in politica, con gli immigrati regolarmente presentati come fonte di insicurezza. Questo linguaggio si rispecchia nelle politiche discriminatorie (ad esempio, numerosi aspetti del cosiddetto “pacchetto sicurezza”). Sebbene sia stata abbandonata la maggior parte delle misure più discutibili, è evidente l’impatto sugli atteggiamenti dell’opinione pubblica.
Persistono i pregiudizi contro i musulmani e l’antisemitismo, e si segnalano casi di discriminazione nei confronti dei gruppi vulnerabili nell’accesso agli alloggi dati in locazione da privati. In alcuni casi, si sono verificate aggressioni violente contro Rom e immigrati. La maggior parte dei Rom subisce varie forme di emarginazione, malgrado i programmi messi in atto da un certo numero di comuni e di regioni a favore dell’inclusione sociale. Perfino i campi nomadi autorizzati sono relegati in aree lontane dai centri urbani. Per quanto riguarda i campi abusivi, sono stati oggetto di demolizioni e di sgomberi forzati, che hanno contribuito a peggiorare la discriminazione nella vita quotidiana nei confronti di questa popolazione. Nonostante i progressi compiuti in materia di diritto di asilo, pare che la politica dei respingimenti, inaugurata nel maggio del 2009, che prevede di rimandare nel paese di origine le imbarcazioni intercettate in mare aperto tra l’Italia e la Libia, abbia privato un certo numero di persone della possibilità di fare valere il loro diritto alla protezione internazionale. Si sono constatati altri problemi a seguito degli eventi del Nord Africa agli inizi del 2011, e si deplorano i ritorni forzati troppo affrettati e le condizioni di accoglienza inadeguate”.

Infine, la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia nel caso Hirsi Jamaa ed altri perché il respingimento senza possibilità di esame di vari rifugiati verso la Libia ha costituito una violazione dell’art. 3 della Convenzione europea sui diritti umani e le libertà fondamentali (divieto di trattamenti disumani e degradanti),  e degli artt. 4 (divieto di espulsioni collettive) e 13  (diritto a un ricorso effettivo del Protocollo n. 4 a tale Convenzione.  Si trattava di una situazione denunciata da varie organizzazioni di giuristi, fra le quali l’Unione forense di tutela dei diritti umani presieduta dall’avvocato Mario Lana, Unione di cui faccio parte. Non è del resto la prima volta….

Ce n’è abbastanza per una riflessione approfondita. In buona parte si tratta di un retaggio del governo razzista dei bungabunga e leghisti, con il buon Maroni in testa, all’epoca responsabile del Ministero degli interni. Ma oggi le cose stiano cambiando in meglio? Non ne sarei tanto sicuro… basti vedere il permanere del balzello sui permessi di soggiorno o la riapertura di taluni centri di detenzione, denunciata da Pierluigi Sullo sul manifesto di giovedì scorso. Che dice al riguardo il ministro Riccardi, che sembra essere stato privato di ogni voce in capitolo e competenza operativa?

Il rispetto dei diritti umani di immigranti e rifugiati è un lusso o un diversivo? O  è, come ritiene l‘Associazione dei giuristi democratici, la base per una situazione di rispetto dei diritti e della dignità di tutti?

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