“Se noi non sapremo farci portatori di un ideale umano e moderno nell’Europa d’oggi, smarrita e incerta sulla via da percorrere, noi siamo perduti e con noi è perduta l’Europa. Esiste, in questo nostro vecchio continente, un vuoto ideale spaventoso.”
Luigi Einaudi, 29 luglio 1947.

Nei giorni in cui si barattano diritti del lavoro faticosamente conquistati in cambio di qualche punto di spread, fa un certo effetto rileggere queste parole, pronunciate davanti all’Assemblea Costituente. Einaudi, che di lì a poco sarebbe diventato presidente della Repubblica, ed era ministro in carica, chiese di parlare dal suo banco di deputato della guerra appena conclusa e del futuro dell’Europa. Parlava dell’Europa di allora, stremata dal conflitto, ma potrebbe essere quella di oggi. Vi consiglio la lettura del resto del discorso. Così. Per guardare oltre, e per ricordarci dell’importanza di obiettivi politici alti, soprattutto in momenti di “vuoto ideale spaventoso” — una descrizione del clima politico molto più vera oggi che allora. Anche Einaudi era un tecnico, e dei più qualificati, ma credeva nella responsabilità della politica e nella forza delle idee.L’Europa che l’Italia auspica,” disse, “per la cui attuazione essa deve lottare, non è un’Europa chiusa contra nessuno, è un’Europa aperta a tutti, un’Europa nella quale gli uomini possano liberamente far valere i loro contrastanti ideali…”

***

Ce lo chiede l’Europa. Il balsamo della supposta, la frasetta lenitiva di tutti i politici che vogliono – debbono? – fare passare un provvedimento impopolare. O peggio, il mantra grazie al quale fare passare provvedimenti che con l’Europa c’entrano poco o niente, ma che fanno comodo ad interessi corposi o ad appetiti inconfessabili. Questo blog vorrebbe guardare oltre. Se ne usciamo, dicono tutti, ne usciamo tutti insieme. Ma cosa sta diventando l’Europa oggi? E come potrà essere domani? Su questo blog vorrei segnalare qualche idea, parlare di altri europei, in gamba o in difficoltà – e non solo di spread. Di democrazia, di diritti, di sviluppo sostenibile. Ma anche delle promesse mancate. Notizie concrete, cose che succedono, e le molte altre cose che ci chiedono le istituzioni europee ma di cui si parla poco. Oltre i bilanci in ordine, le cose che avremmo dovuto avere, ma che tuttora mancano: rifiuti differenziati, tutela della biodiversità, diritti dei rom, aria più pulita nelle nostre città… La lista è lunga.

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