I primi passi della Fondazione Cineteca di Bologna si rivelano più difficili del previsto. A pochi giorni dall’avvio ufficiale delle attività come istituto “privato” (1 marzo 2012), dopo il via libera arrivato dal Consiglio comunale lo scorso dicembre, i due terzi dei dipendenti (24 su 35) hanno rifiutato un posto nel nuovo organismo. Per questo il Comune si è ritrovato a dover rivoluzionare in corso d’opera sia i piani strutturali, sia quelli economici, essendo costretto a ricollocare all’interno della macchina comunale più personale di quello programmato.

Dal passaggio istituzionale di due mesi fa, sono trascorse settimane frenetiche. Un lungo lavoro per rispettare l’inizio del nuovo corso “privato” della Cineteca che, è utile ricordarlo, per ora ha come socio unico e sovvenzionatore il Comune di Bologna. Tanto che l’effetto paradossale di questa inaspettata rinuncia di massa dagli ex dipendenti della Cineteca (gli stessi che fin dai primi anni novanta hanno accompagnato l’avventura cinematografica bolognese) è stato quello di far lievitare la voce di bilancio per le casse di Palazzo d’Accursio. Le previsioni ipotizzate dal direttore Gianluca Farinelli e dall’assessore alla Cultura Alberto Ronchi un paio di mesi fa oggi appaiono  troppo rosee: la ricollocazione dei dipendenti costerà almeno il doppio di quanto preventivato. “È normale in un momento di crisi economica come questo che un dipendente non voglia rinunciare alle garanzie del settore pubblico”, commenta Ronchi, “comunque l’argomento non è di mia stretta competenza, e della ricollocazione si occuperanno i dirigenti comunali”.

Il gruppo più folto dei “transfughi” è quello dell’area bibliotecaria, circa una decina, per i quali non si è ancora trovata un’equiparazione professionale adeguata. Per costoro, che sono ancora effettivi dipendenti comunali tra le corsie della biblioteca Renzi e dei corridoi della Cineteca di via Riva Reno, la prossima settimana si terrà un incontro tra i vertici dell’area bibliotecaria e museale. Dal Comune arrivano rassicurazioni: “Con i pensionamenti degli ultimi anni e il blocco dei turn over – dice Pierangelo Bellettini, direttore dell’Istituzione biblioteche comunali – abbiamo tante posizioni scoperte e siamo in sofferenza di organico. So bene dove collocarli per farli lavorare al meglio. Non preoccupatevi andranno a star bene”. Per quanto riguarda li personale amministrativo, una decina di persone, spesso con 15 o 20 anni di esperienza alle spalle in Cineteca, verrà con molta probabilità sistemati agli uffici di relazione con il pubblico dei quartieri.

Per ora il fondo promesso dal Comune, circa 2 milioni di euro, non sembra a rischio. Anche se l’assessore Ronchi mette le mani avanti: “È ovvio che la cifra stabilita era più che altro indicativa – spiega – tutto dipenderà dalle discussioni sul bilancio che si stanno portando avanti in questi giorni. Certo, le spese extra e impreviste come quelle dell’emergenza neve, di certo non aiutano”.

Intanto si sono chiusi da poco i bandi per l’assunzione di 27 figure da distribuire in diverse aree, da quella amministrativa  a quella archivistica della nuova Fondazione. E c’è anche chi ha già avanzato sospetti sulla regolarità dei concorsi. Durante la seduta del consiglio comunale riservata al question time, il consigliere del Pdl Lorenzo Tommassini ha chiesto all’assessore diversi chiarimenti sulla procedura seguita. Nello specifico non convince “la mancata adozione della Posta certificata per l’acquisizione delle candidature, e la scarsa diffusione del bando”. Tutto trasparente e regolare, ha garantito dall’altra Ronchi, che ha anche specificato come siano arrivate in tutto circa mille candidature, in alcuni casi triplici e quadruple per andare a ricoprire più cariche.

Ma i dubbi serpeggiano anche tra i lavoratori. Non manca chi si chiede perché si sia fatto ricorso a dei bandi invece di stabilizzare i diversi precari da tempo impiegati nella Cineteca. Altri addirittura arrivano ad anticipare con una certa sicurezza i nomi dei vincitori, viste le numerose figure professionali che rispondono a specifici requisiti descritti nei bandi, tutti precari che negli ultimi anni in Cineteca hanno assistito il personale comunale ora finito, per scelta, in altri uffici pubblici. Sarebbe infine  favorito a dirigere l’area del bilancio e personale il bocconiano Davide Pietrantoni, attuale assessore alla Cultura di Massa Lombarda per il Pd, amministratore delegato del laboratorio “L’immagine ritrovata” e ideatore principe del progetto alla base della trasformazione in Fondazione. Ma il direttore della Cineteca Gianluca Farinelli non vuole sentire parlare di irregolarità.“È stata scelta la strada della trasparenza, facendo tutto nel massimo rispetto delle regole”.

di Davide Turrini e Giulia Zaccariello

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