Il Sinn fein dell’Insubria lancia la sua banconota regionale con l’effige di Francesco II Sforza, l’ultimo duca di Milano. Da qualche giorno sta circolando in rete un manifesto che invita a unirsi al movimento econazionalista Domà Nunch (nome dialettale mutuato da quello del movimento indipendentista irlandese “Sinn Fein”). La locandina riporta l’immagine di una banconota da 100 Lire (cent Franch in lingua locale) e sottolinea la necessità di creare una “moneta del popolo per salvare la nostra economia”. In buona sostanza, secondo il reverendo Lorenzo Banfi, presidente del movimento che si sta facendo promotore dell’iniziativa, occorre progettare un doppio corso della moneta: “l’Europa dei banchieri ci ha imposto l’euro, ha affossato la nostra economia rendendoci schiavi delle decisioni di Francia, Germania e Bce. Analogamente, il salvataggio dell’Eurozona, delle sue banche e dei debiti sovrani sarà pagato tramite enormi sacrifici da parte del popolo; tutte cose che nessuno ha mai scelto o votato e che vorremmo evitare”.

Per ora si tratta di poco più di una provocazione per sottolineare la necessità e la volontà di riprendere in mano le redini dell’economia della regione insubre (quel territorio che comprende la Lombardia nord occidentale, il Piemonte orientale e il Canton Ticino), schiacciata dalla finanza e dal peso della crisi. Secondo gli indipendentisti econazionalisti del Domà Nunch, la soluzione è nel mantenimento temporaneo dell’euro, ma solo se affiancato da una moneta di corso più basso, emessa e utilizzata per le spese della gente comune, quindi non utilizzabile per speculazioni finanziarie. Una moneta che ha già anche un nome, il reverendo Banfi l’ha battezzata “Lira” in italiano o “Franch” in milanese “sarebbero nomi vincenti, nel solco della nostra Storia – ha sottolineato Banfi -. Soprattutto, sarebbe una valuta protetta e diversa dalle monete locali già viste in passato in Italia, che non hanno prodotto risultati. Quello che Domà Nunch propone è che sia coniata direttamente da un’istituzione dotata di sufficiente potere politico, e che di conseguenza possa farla funzionare in tempi brevi”. Il riferimento è chiaramente alle regioni e all’annuncio di Domà Nunch di partecipare alle prossime elezioni amministrative per la Regione Lombardia (a scadenza naturale nel 2015). “Avere uomini e donne del nostro movimento al governo della Regione servirà a condurre questa e altre battaglie. Io vedo molta gente che ha fede nel progetto econazionale, perché ha capito è che l’unica speranza per risolvere i nostri problemi, una volta per tutte”.

Accanto alla battaglia per la coniazione della moneta locale, il Domà Nunch ha anche rivolto un appello a tutti i gruppi e ai movimenti indipendentisti (e non sono pochi: Fronte indipendentista Lombardia, pro Lombardia Indipendenza, Unione Padana) chiamandoli a raccolta e invitandoli a fare fronte comune per raggiungere l’agognata separazione dallo stivale. Chissà se con la forza e l’entusiasmo dei nuovi progetti questi gruppi avranno più fortuna della Lega Nord di Umberto Bossi che abbaia slogan e minaccia rotture da oltre vent’anni, battendo a fasi alterne sul chiodo della secessione e facendo leva sui malumori del popolo del Nord.

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