L’ondata di maltempo che affligge l’Italia continua a creare rallentamenti nella circolazione e disagi in tutto il Paese. Questa mattina a Monza una donna è stata trovata morta per probabile assideramento ed un cittadino romeno, senza fissa dimora, è stato rinvenuto privo di vita, in un garage abbandonato, in provincia di Ferrara. Due vittime sono state trovate in Irpinia: una donna di 81 anni, morta dopo aver trascorso una notte all’addiaccio e una donna di 71 anni che era andata a fare la spesa ed è stata colta da un malore. Malore che è costato la vita anche ad un camionista di 62 anni, in provincia di Bologna, che ha avuto un arresto cardiaco mentre tentava di rimuovere il suo automezzo bloccato dal ghiaccio e dalla neve. E sempre a Bologna lo stesso tipo di disgrazia è accaduta a un altro uomo di 65 anni . A Genova è stato trovato in una cava, morto assiderato, un quarantenne ed una donna di 56 anni è stata rinvenuta priva di vita in un boschetto a Camponago, in Brianza. La nona vittima è un pensionato colto da infarto, in provincia di Isernia, mentre guardava i mezzi sapazzaneve in azione e la decima è deceduta a Taranto dopo essere rimasta bloccata nella sua auto. Il bilancio delle vittime sale così a trentaquattro, mentre in Europa sono 450 i morti causati dalle cattive condizioni meteorologiche. Intanto proseguono le polemiche a distanza tra il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ed il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. Per Alemanno all’ente “è mancato completamente l’indirizzo ed il coordinamento da parte del Dipartimento nazionale, e le critiche sulla gestione dell’emergenza nella Capitale facevano parte di una strategia nordista per mettere in discussione Roma”.

A questo proposito è intervenuto Franco Gabrielli che, nel corso di un’audizione alla commissione Lavori pubblici del Senato, ha dichiarato che la legge 10 del 2011 ”ha reso di fatto non più operativa la Protezione civile” che ritiene “debba rimanere sotto la presidenza del Consiglio e non essere trasferita al ministero dell’Interno”. E dopo aver incontrato il premier Mario Monti, che ha definito “pronto” il nostro Paese per affrontare la nuova emergenza maltempo attesa per sabato, il capo dipartimento della Protezione civile si è detto disponibile anche a dimettersi: ”Se dovessi rendermi conto di essere d’intralcio alla crescita del sistema – ha spiegato -non aspetterei un secondo a farmi da parte. Ma i problemi sono altri, sono l’agibilità della Protezione civile dopo la legge che l’ha depotenziata”. Giovedì alle 9.30 il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri riferirà al Senato sulle conseguenze del maltempo.

Ma il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che da giorni attacca la Protezione civile, prosegue con le polemiche: “Dopo quattro giorni di bufera mediatica – ha scritto in una lettera indirizzata a Il Messaggero – è finalmente chiara la verità sull’emergenza neve a Roma. La verità per chi fa politica è un dovere, soprattutto in un tempo in cui la credibilità delle istituzioni e di chi le governa viene messa sempre in discussione. Per questo, oltre a lavorare intensamente in prima persona per fronteggiare i gravi problemi del maltempo, sono stato costretto a denunciare tutti gli ostacoli alla gestione di questa emergenza: la totale mancanza di indirizzo e coordinamento da parte del Dipartimento nazionale della Protezione civile”.

Alemanno ha anche ipotizzato che le critiche contro la gestione dell’emergenza nella Capitale in realtà fossero strumentali a screditare la città: “Questa enfatizzazione dell’emergenza maltempo a Roma – ha dichiarato – è francamente sospetta: non vorrei ci fosse una strategia nordista per mettere in discussione Roma. Non vorrei fosse l’ennesimo tentativo per presentare la nostra città come una realtà che non sa autogestirsi, proprio nel momento in cui il Presidente Monti si appresta a decidere sulle Olimpiadi”.

Sul fronte maltempo in Liguria sono stati sfiorati nella notte -21gradi, -23 in Piemonte e proseguono le precipitazioni nevose al centro-sud. A Trieste la Bora ha raggiunto i 140 chilometri orari causando 7 feriti e lo scoperchiamento della facoltà di Economia. Sulla Sila, in Calabria, sono caduti oltre due metri di neve. L’abbondante nevicata della scorsa notte ha reso molto più complicata anche la situazione in Basilicata. Oggi le scuole sono chiuse in moltissimi Comuni della regione e a causa del blackout elettrico circa una sessantina di passeggeri sono rimasti bloccati sul treno regionale Termoli-Teramo. Situazione critica anche in provincia di Matera per la nevicata di stanotte e anche in Irpinia la situazione è in peggioramento. Sono invece in attenuazione le nevicate sulla rete autostradale ad eccezione della tratta A16 Napoli-Canova, tra Baiano e l’interconnessione A16/A14, dove continuano con forte intensità e Trenitalia ha bloccato la circolazione sulle linee che collegano la Puglia con la Campania e con la Basilicata. Sulla ss 95, tra Cerignola e Candela, in provincia di Foggia, circa un centinaio di automobilisti, tra i quali i passeggeri di un pullman, sono rimasti bloccati, da questa notte, a causa delle precipitazioni nevose e sono stati tratti in salvo solo dopo l’intervento di mezzi dell’Esercito. E fiocchi di neve stanno tornando a imbiancare la periferia di Roma. Le utenze rimaste senza luce e gas nella provincia della Capitale sono ancora 7 mila e 22.660 solo nel Lazio dove sono stati 150 gli interventi dei vigili del fuoco. E le forniture di gas dalla Russia all’Italia hanno registrato anche quest’oggi un ulteriore calo del 10,78%. Se i distacchi decisi dal comitato emergenza gas dovessero andare avanti per oltre 3 giorni, l’impatto sul pil sarebbe del -1%. E’ questa l’allarmante stima di Gas Intensive, consorzio di 8 associazioni di categoria di Confindustria dei settori ad alto consumo di gas. Oggi, le interruzioni hanno colpito tra le 300 e le 400 aziende.

Ed arrivano le prime stime sui danni provocati dall’ondata di eccezionale freddo che investe l’Italia. Confagricoltura, con le proprie strutture territoriali, sta monitorando costantemente la situazione lungo tutto lo stivale ed ha quantificato, tra danni diretti e indiretti, e dagli aumenti dei costi dei prodotti, il conto per l’agricoltura complessivamente oscillante tra i 400 ed i 500 milioni di euro.

(E.B.)

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