Dopo aver scritto sull’argomento tasse ho avuto colloqui e discussioni con diversi amici che avevano letto il blog. Prevalgono, dalla descrizione dei comportamenti collettivi riguardo all’argomento, alcune figure psicologiche.  Oggi ne provo a descriverne due che mi paiono emblematiche.

1. Il Robin Hood: si tratta di colui che vive lo Stato come l’odiato sceriffo di Nottingham e quindi si sente assolutamente nel giusto ad evaderne i balzelli. Quando incontra un altro cittadino con cui ha una transazione finanziaria cerca di instaurare una comunanza emotiva per cui questi diviene il Little John con cui attuare delle scorribande. Questa tipologia di evasore cerca di essere sempre più furbo dello Stato. Sentendosi nel giusto non ha rimorsi,  ma anzi può vantarsi delle sue performance. Se per caso verrà scoperto si lamenterà delle vessazioni cui è sottoposto. Per sentirsi in pace con la coscienza, come Robin, devolve parte del ricavato ad organizzazioni benefiche, anche se la maggior parte dei proventi viene destinata alla propria famiglia.

2. Il Savonarola: costui sul piano teorico è certamente dalla parte della correttezza anche nel campo dell’imposizione fiscale. Pretende però che tutti, ma proprio tutti, siano ligi ai doveri. Vuole che lo Stato non sprechi neppure un euro e che tutte le iniziative governative siano “come pensa lui”. Visto che deve arrendersi all’evidenza che ci sarà sempre qualcuno che non si comporta in modo corretto e che gli sprechi sono ineludibili, cede le armi al triste destino e decide, per ripicca, di evadere pure lui.  Questo personaggio evade suo malgrado nel senso che vorrebbe comportarsi in un altro modo, ma si sente costretto ad azioni difformi dal suo convincimento. Il suo evadere serve a distruggere, a portare il sistema ad un livello di implosione che poi permetta una rinascita morale verso il mondo perfetto tanto agognato.

A ben vedere questi due personaggi, così apparentemente diversi, sono le due facce della stessa medaglia. Sono il frutto psicologico di diversi fattori concomitanti. Il primo dipende e rappresenta il forte senso della famiglia da contrapporre allo Stato, frutto della storia Italica, in cui  si sono succeduti diversi dominatori sentiti lontani ed estranei. Il secondo incarna il concetto dell’indulgenza  e del perdono che, immancabilmente, compaiono nel nostro paese sotto forma di condono, ravvedimento operoso, sanatoria etc. Il terzo elemento infine è il forte individualismo per cui quello che costui pensa e fa è sempre meglio di quello che fanno gli altri.

Per questi due personaggi la repressione dell’evasione non serve quasi a nulla. Il Robin Hood infatti si sentirà sempre più ingaggiato nella sfida alle regole alla ricerca dell’ultima furbata. Il Savonarola si straccerà ancora di più le vesti scoprendo che, immancabilmente, la repressione è parcellare, iniqua e incapace di sanare il mondo.

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