Una volta c’erano le annunciatrici, oggi c’è Mario Monti. Finisci di lavorare, metti a letto i bambini e quando accendi la televisione per tirare finalmente il fiato ti trovi sempre davanti lui. Immancabile. Che ti annuncia catastrofi con il suo humour islandese. Altro che politici, questi tecnici te li ritrovi in Tv a ogni piè sospinto, per evitarli non ti restano che le aste di orologi e i film porno.

Il posto fisso, dunque… una noia. Una zavorra. E pensare che a me invece pareva una conquista. Ma se lo dici ti guardano tutti come una specie di brontosauro. All’estero, ti rispondono, la flessibilità ormai è una religione. Siete sicuri… e la Francia? E la Germania che pure è la locomotiva d’Europa? No, impossibile avanzare dubbi. Il posto fisso è la causa di tutto, anche del buco nell’ozono.

Già “all’estero”… ma se all’estero ci sarà pure la flessibilità, ci sono anche agenzie di collocamento (come in Danimarca) che si prendono cura dei disoccupati, cercano seriamente un posto (e spesso lo trovano) e si occupano dell’aggiornamento di chi è senza lavoro.

All’estero ci sarà la flessibilità, ma esistono indennità che consentono di guardare con meno terrore ai periodi di disoccupazione.
All’estero ci sarà la flessibilità, ma soprattutto è meno diffusa la piaga della raccomandazione. Chi merita un posto di lavoro sa che potrà trovarlo. E fa carriera chi se lo merita davvero.
All’estero ci sarà la flessibilità, ma non è così diffusa la piaga del lavoro nero che di fatto ha reso i giovani italiani già molto più flessibili dei loro colleghi stranieri.
All’estero ci sarà la flessibilità, ma i concorsi pubblici sono più trasparenti e non accade come, per dire, nelle università italiane dove tante cattedre finiscono a parenti e amici che sono docenti a trent’anni. E anche meno.
All’estero ci sarà la flessibilità, ma non c’è la corruzione che mina la competizione tra le imprese e provoca un danno all’economia ben maggiore del posto fisso.
All’estero ci sarà la flessibilità, ma le imprese investono in ricerca e sviluppo molto più che in Italia.

Ecco, quando tutti questi nodi saranno risolti si potrà anche parlare del posto fisso. Ma chissà, forse a quel punto ci accorgeremmo che non sarebbe nemmeno più necessario intaccare le tutele per i più deboli.

È più facile, però, cominciare ad attaccare l’anello più debole. Addirittura annunciando le riforme dalla televisione… e non importa delle tensioni e dell’allarme sociale che si possono suscitare. Viene quasi da rimpiangere le barzellette di Berlusconi…

Vedrete, alla fine andrà così: addio alle tutele che abbiamo in Italia, senza le garanzie che hanno all’estero. Insomma, dal posto fisso passeremo al posto fesso.

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