Dopo una poetica notte bianca, Bologna si risveglia nel caos. Sono bastate poche ore alla perturbazione siberiana per far andare in tilt l’intera città. 24 ore di nevicata ininterrotta come non si vedeva da tempo e tra città, collina, montagna e buona parte della pianura, un manto nevoso che ha raggiunto i 30 centimetri e in alcune zone periferiche di Bologna, dove i mezzi di pulizia delle strade sono passati poche volte, quasi mezzo metro.

Le precipitazioni dovrebbero cessare domani mattina, ma la situazione della circolazione stradale a Bologna è seria. Chiuse le scuole, l’università, i teatri. Chiuso l’Aeroporto Marconi fino a domani mattina alle 9. Una situazione ampiamente prevista con una settimana d’anticipo dalla meteorologia ufficiale, Arpa e Protezione Civile, ma questa volta non tutto sembra essere andato per il meglio.

La cronaca di un’ordinaria giornata di maltempo “in una città del Nord”, come ha sostenuto l’assessore Rizzo Nervo, potrebbe iniziare dal tragitto più semplice: quello che va dalla stazione ferroviaria al centro o alla prima periferia della città. Già alle 11 di questa mattina dopo diciotto ore di nevicata fitta e nonostante siano al lavoro tutti i 180 mezzi spazzaneve e spargisale tra ritardi dei treni e cambi saltati degli autisti sugli autobus, il traffico in città era già semiparalizzato.

“I mezzi pubblici girano pur con le fatiche di una nevicata sopra le previsioni – ha affermato l’assessore Rizzo Nervo – “ma il Comune di Bologna dalle 13.30 del 31 gennaio ha comunicato a tutta la città di astenersi dall’uso dei mezzi privati se non per motivi sanitari”.

Ed al disagio prima sottovalutato si è aggiunta subito una frenetica corsa alla messa in sicurezza perché in poche ore scrutando l’orizzonte innevato ad est come a ovest, a sud come a nord, si è deciso di chiudere scuole, università, teatri, cancellare incontri istituzionali e, come è uso, per lo stadio Dall’Ara sotto la neve, rinviare il match della seconda giornata di ritorno del campionato di calcio, Bologna-Fiorentina.

Pulizia delle strade in ritardo. “La dismissione da parte del Comune del servizio neve effettuato da Hera, ora affidato a Bologna Gestione Strade, all’interno del contratto di manutenzione strade, non mi pare abbia dato buoni frutti”, sostiene il segretario provinciale dell’Udc di Bologna, Maria Cristina Marri, “a fronte di un inesistente risparmio è evidente il peggioramento degli interventi”. La critica rivolta a Palazzo D’Accursio prosegue: “Ieri, prima dell’inizio della nevicata, i molti trattori in sosta lasciavano prevedere una tempestività ed efficacia che non ci sono stati. Le lame sono state messe in movimento tardivamente, probabilmente per un coordinamento lacunoso: già prima delle 19 sulle strade era presente l’effetto Pack conseguente alla mancanza dello spargimento del sale in presenza di temperature inferiori a 4 gradi. Effetto che ha reso non solo difficoltosa e pericolosa la circolazione agli automobilisti e ai mezzi pubblici, ma inconsistente il lavoro delle lame”.

Polemico è anche Galeazzo Bignami, Pdl: “Se Merola avesse dedicato alla città un decimo della cura riservata a Napolitano, oggi si girerebbe per strada”.

“L’inettitudine e la scarsa puntualità nell’agire di quest’amministrazione anche questa volta è lampante sotto gli occhi di tutti i cittadini”, commenta la consigliera della Lega Nord, Borgonzoni: “Nonostante le precipitazioni nevose fossero state annunciate con netto anticipo, mi domando come mai già da ieri, non sia stata emanata un’ordinanza per la chiusura delle scuole come accaduto in altre città, arrivato solo nel primo pomeriggio di oggi. Il piano neve credo abbia avuto delle falle, sia sugli spazzaneve che soprattutto sullo spargimento del sale: questo ha obbligato molti bolognesi a muoversi con gli autobus”.

Ospedali in difficoltà. I disagi sulle strade legati al maltempo hanno portato a difficoltà nell’accesso ad alcuni poliambulatori sul territorio bolognese in particolare nelle zone di montagna. Lo rende noto l’Azienda Usl di Bologna. Nessun problema, invece, si registra nei pronto soccorso e nei nove ospedali dell’Ausl che stanno funzionando regolarmente. Finora, infatti, non sono segnalati particolari disagi se non piccoli problemi di viabilità interna nelle strutture più grandi come l’ospedale Maggiore o il Bellaria. Mentre l’ospedale Rizzoli è dal primo pomeriggio impossibile da raggiungere con i mezzi pubblici La linea 30 dell’Atc arriva solo fino a porta Castiglione. Mentre nel tratto successivo, quello in salita verso la collina, il servizio è garantito con due navette più piccole dotate di catene, che però riescono a salire solo fino a piazzale Bacchelli, lasciando scoperti gli ultimi trecento metri per chi deve accedere ai poliambulatori. A quanto riferisce Atc anche gli stessi spazzaneve hanno avuto difficoltà a liberare le strade collinare in quel tratto.

Scuole chiuse. L’ufficio della Protezione Civile della Provincia di Bologna sta effettuando il monitoraggio sulla chiusura delle scuole nei diversi comuni della provincia. Al momento (salvo diverse evoluzioni del meteo) le scuole che chiuderanno sono le seguenti.

Solo il 2 febbraio a: Monghidoro, Zola Predosa, Porretta, Grizzana Morandi, Loiano, Ozzano Emilia, Monterenzio.

Nelle giornate del 2 e 3 febbraio a: Medicina, Pieve di Cento, Crespellano, Bazzano, Malalbergo, Baricella, Sasso Marconi, Dozza, Castello di Serravalle, Borgo Tossignano, Castel del Rio, Marzabotto, Castello D’Argile, S. Pietro in Casale, Minerbio, Imola, Castel S. Pietro, Castel Guelfo, Camugnano, Galliera, Monte S.Pietro, Marzabotto, Monteveglio, Bentivoglio, Argelato, Fontanelice, Casalfiumanese, Mordano.

Nelle giornate del 2, 3 e 4 febbraio a: Bologna, Castenaso, Granarolo, Lizzano in Belvedere, Anzola, Calderara, Crevalcore, Sala Bolognese, S. Giovanni in Persiceto, S. Agata Bolognese, Budrio, Castel di Casio, Gaggio Montano, Casalecchio, Pianoro, Castenaso, S. Giorgio di Piano, San Lazzaro, Castel Maggiore, Lizzano Belvedere, Vergato, Molinella, Castel d’Aiano, Monzuno.

Treni in forte ritardo o cancellati. Un quarto dei treni regionali in Emilia Romagna (circa un centinaio) sono stati cancellati a causa del maltempo. Questo per garantire la continuità della circolazione degli altri convogli. Le cancellazioni sono avvenute per la maggior parte sulla linea Bologna-Porretta e Bologna-Prato e in numero minore sulla tratta Bologna-Rimini.Intanto è stato attivato il Piano Neve delle Ferrovie, attualmente,  al livello massimo di attenzione corrispondente all’emergenza grave. Le linee sono tutte aperte ma si registrano ritardi e rallentamenti dei treni  dovuti agli interventi tecnici anti-gelo.

La situazione sulle strade. La circolazione è fortemente rallentata in tutta la Provincia di Bologna. Particolarmente critica la zona di Zola Predosa con problemi causati da mezzi pesanti, tuttora circolanti, nonostante l’ordinanza del Prefetto entrata in vigore alle 2 di questa mattina su tutto il territorio provinciale che vieta la circolazione ai mezzi pesanti con massa superiore a 7,5 tonnellate su autostrade, strade statali e provinciali. Chiusa anche la strada provinciale 255 di San Matteo Decima per liberarla dai mezzi pesanti rimasti bloccati sulla strada nonostante il divieto di circolazione.

Situazione critica per i senza fissa dimora. L’emergenza freddo diventa più che problematica per tutte quelle persone che sotto la neve, stanotte, ci dormivano. Lì, diventa questione di sopravvivenza. Molte stazioni dell’Emilia Romagna infatti, chiudono i sottopassaggi per evitare che senza fissa dimora vi si accampino, e i posti letto che ogni anno aumentano a stento (26 in più a Bologna, naturalmente presi d’assalto) , non sono sufficienti. Dall’Associazione Amici di Piazza Grande, che si occupa di senza fissa dimora da quasi 20 anni, fanno sapere che durante la notte, “le persone che sono rimaste fuori dai dormitori sono state tenute sotto controllo, attraverso bevande calde e coperte”. Per ora “non abbiamo ancora notizie dai pronto soccorso”, dice il direttore Leonardo Tancredi. Si attendono e si temono notizie su questo fronte.

di Ilaria Giupponi e Davide Turrini

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