La Procura di Firenze apre un’inchiesta per individuare chi, su diversi web, ha manifestato sostegno alla strage di senegalesi compiuta dall’estremista di destra Gianluca Casseri.  “Ieri con procedura d’urgenza abbiamo aperto un fascicolo per apologia di reato e avviato indagini per identificare gli autori dei messaggi”, ha spiegato il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano di commentare il web invaso da messaggi che inneggiano all’episodio. L’inchiesta è affidata la Polizia Postale e alla Digos.

Intanto sono state disposte le autopsie sui corpi dei due senegalesi uccisi e dell’asssassino. Sono stati acquisiti i tabulati telefonici del telefono fisso di un amico di Casseri, che gli aveva affittato una casa a Firenze, al numero 2 di via Terzolle. Nell’auto di Casseri sono stati trovati venti proiettili sotto i tappetini, oltre ad alcuni bossoli, e una bustina di zucchero (l’omicida era diabetico). La 357 Magnum usata per la strage aveva cinque colpi in canna, oltre a quello che Casseri ha utilizzato per togliersi la vita.

Sono stabili, ma sempre in prognosi riservata, i tre senegalesi che sono rimasti feriti nei  raid del 13 dicembre. Il più grave è Moustapha Dieng, 34 anni. Era in piazza Dalmazia con i suoi amici Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni, che sono stati ammazzati da Casseri. Dieng rischia la paralisi, perché un proiettile ha raggiunto due vertebre dorsali. E’ ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Careggi. Sono ricoverati invece all’ospedale di Santa Maria Nuova i due senegalesi feriti in zona San Lorenzo. Si tratta di Sougou Mor, 32 anni, e Mbenghe Cheike, 42 anni, colpito all’addome: è stato operato e l’intervento è riuscito. Nessuno di loro, al momento, è considerato in pericolo di vita.

Aggiornato dalla redazione web alle 13,30

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