Il presidente del Consiglio, Mario Monti

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto di Roma Capitale. Il primo Cdm del governo Monti è durato meno di un’ora.

Si tratta del secondo decreto che stabilisce i poteri che dovrà avere il nuovo ente e dunque in prospettiva il nuovo status della Capitale. Il provvedimento scade proprio oggi e la decisione del Cdm serve per non fare restare lettera morta il lavoro sin qui compiuto. Ma il Professore già pensa alla missione europea che lui stesso avrebbe ribattezzato “operazione credibilità”. L’obiettivo è quello di rinsaldare il legame con Bruxelles, Berlino e Parigi, ma anche sottolineare ai partner europei che nessun Paese, a cominciare dall’Italia, può risolvere da solo i problemi dell’euro e che dunque servono interventi ‘strutturali’ a livello europeo.

E’ partita aperta invece sulle deleghe per i viceministri e per la distribuzione dei posti da sottsegretario. L’ex numero uno dell’antitrust e neo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, dopo le polemiche su una sua partecipazione alla composizione della squadra di governo, si è schermito: “Non credo che sarò io a trattare”. In ogni caso, ha aggiunto, “non ne ho ancora parlato con il professor Monti”. Sarà quindi lo stesso premier a trattare con i partiti le nomine e le deleghe, in particolar modo quelle sui servizi segreti, come confermato dal ministro per gli Affari Europei, Enzo Moavero Milanesi. I nomi non dovrebbero comunque uscire dal Cdm di oggi, interamente dedicato a Roma capitale e al calendario per l’azione di governo dei prossimi giorni.

Intanto, dalla Lega Nord, unico partito all’opposizione, arrivano nuove stoccate all’esecutivo. “Mi sembra che l’esordio del governo Monti sia per ora solo nuove tasse”, ha detto l’ex ministro dell’Interno leghista Roberto Maroni durante la trasmissione “la Telefonata” di Maurizio Belpietro, su Canale 5. “Aumento dell’Iva di due punti, la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, un orrore, non so come il Pdl possa votare una cosa del genere, la patrimoniale, soprattutto le pensioni”. Maroni aggiunge: “Un modo per fare cassa ora diventa la bandiera del nuovo esecutivo. Se queste sono le misure – conclude – bisogna fare un’opposizione dura e la Lega si prepara a fare questo contro misure ingiuste”.

Plauso a Monti, invece, è stato confermato dall’ex premier Romano Prodi. “Ho una grande fiducia nella saggezza di Mario Monti e credo che abbia capito la grande urgenza” di agire sul versante europeo, ha detto Prodi. “Il governo non è ancora completo – ha aggiunto il professore – ma quello che è avvenuto fino adesso è ciò che mi aspettavo e speravo”. Il governo Monti “è partito subito per rivolgersi alle istituzioni europee e ai due maggiori paesi (Francia e Germania, ndr): è chiaro che è prematuro dare giudizi ma credo che questo governo abbia capito l’urgenza di fare ciò”, ha sottolineato il professore. Il governo si deve orientare su due grandi direttrici, secondo Prodi: “Quella di raggiungere una sostenibilità di lungo periodo, e fare in modo che ciò aiuti la produttività del sistema, ovvero l’efficienza e la crescita”.

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