Stavolta la “lady di ferro” ha ceduto. Anna Maria Cencellieri è il nuovo ministro degli Interni nel governo Monti. Un’ora fa al telefono da Bologna, dove in mattinata si è spostata (“non è a Parma”, dicono in Comune a Parma), diceva con la voce che rideva: “E’ presto, è presto, aspettiamo le 11”. Le 11 sono arrivate, la Cancellieri è ministro.

La lady di ferro lascia Parma a meno di un mese dall’insediamento come Commissario straordinario, dopo le dimissioni di Pietro Vignali travolto dallo scandalo corruzione. A Bologna, dove nel 2010 ricoprì lo stesso incarico, declinò “commossa” l’invito del centrodestra che voleva candidarla a sindaco: in questo caso non se l’è sentita di fare lo stesso con l’offerta del premier “super Mario”.

Parma resta così nel guado e senza guida, con 600 milioni di debiti e sconvolta dalle inchieste giudiziarie. In città la commissaria era arrivata lo scorso 20 ottobre, in treno da Milano dove vive, da sola e senza bagaglio. Dopo due ore di colloquio con il prefetto Luigi Viana e con l’ex sindaco Vignali, incontrando i giornalisti aveva detto “facciamo presto, devo andare a lavorare”. Sposata, due figlie, due nipotine e una carriera iniziata negli anni Settanta a Milano, a 67 anni – già in pensione – la Cancellieri era tornata nel Ducato dove già nel 1994 era stata Commissario dopo le dimissioni del sindaco di centrosinistra Lavagetto. Stavolta era stata accolta come la salvatrice, in una città bisognosa di normalizzazione e scossa dalle proteste sotto i Portici del grano degli “indignados” scatenati dopo  l’arresto di 15 persone all’interno del Comune: tra questi l’assessore alle Politiche scolastiche Giovanni Paolo Bernini e il capo dei Vigili urbani Giovanni Maria Jacobazzi, il primo nell’ambito dell’inchiesta “Easy money” e il secondo finito nella rete “Green Money” tesa da oltre un anno dalla Guardia di Finanza.

A Parma appena una settimana fa aveva nominato l’ultimo dei suoi collaboratori, il sub commissario alla Sicurezza Sergio Pomponio. Nella squadra di governo cittadino anche Michele Formiglio, vice commissario con delega a mobilità, ambiente, lavori pubblici: ruolo ricoperto da Formiglio già a Bologna. C’era molto lavoro da fare a Parma. Qualcuno, tra i più maliziosi, sostiene che la Cancellieri “è scappata dopo aver visto i conti del Comune, cogliendo la palla al balzo del governo tecnico di Mario Monti”. Ora, nella città emiliana, va ridefinito il gruppo che avrà con l’incarico più ingrato di sempre: tirare fuori il Ducato dal baratro finanziario.

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