Ragioniamo: visto come le è venuto su vispo il Trota, il primo tra i suoi alunni, non è poi un gran guaio che Manuela Marrone, pedagogista di casa Bossi, abbia smesso di insegnare fuori dal cerchio magico. Gli antiproibizionisti lo chiamerebbero riduzione del danno, anche al netto della baby pensione che dal 1992 percepisce dallo Stato centralista. Con più tempo libero la signora Marrone, siciliana di nascita, ha potuto fattivamente demolire la Lega, occupandosi del marito.

Per cominciare gli ha stretto intorno al collo gli affetti familiari che per un politico sono l’orizzonte più adatto a peggiorare non solo la miopia. Gli ha tolto di torno l’ossigeno di Maroni. Lo ha mandato ogni lunedì sera a umiliarsi ad Arcore. E una volta all’anno lo ha spedito a farsi fucilare dai fotografi al Peep show di Miss Padania. Infine si è occupata del suo linguaggio, semplificandolo fino alla perfezione di un “Vada via al culo!” ogni volta che transita una telecamera. Ora, a forza di rimanere nell’ombra, Manuela è finita sotto ai riflettori. Fini ha provato ad azzannarla: è venuta giù la Camera. Non sarebbe affatto male se dopo il Trota, dopo Bossi, dopo la Lega, decidesse di occuparsi anche di lui.

Il Fatto Quotidiano, 27 ottobre 2011

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