Da Parigi il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi volge lo sguardo all’Italia, dove oggi a Roma ci sarà la protesta degli indignati sulla scia delle altre piazze internazionali. Il prossimo presidente della Banca centrale europea, a Parigi insieme al ministro dell’Economia Giulio Tremonti per il vertice G20, dà ragione alle motivazioni degli indignados: “Se siamo arrabbiati noi per la crisi, figuriamoci loro che sono giovani, che hanno venti o trent’anni e sono senza prospettive”.

Il futuro degli under 30 sta particolarmente a cuore a Draghi, che già qualche giorno fa aveva espresso le sue preoccupazioni al convegno sull’Italia e l’economia internazionale a Palazzo Koch: “Senza giovani non si cresce”, aveva detto il governatore uscente di Bankitalia, sostenendo che solo rimuovendo le rigidità che impediscono lo sviluppo “si può ricondurre l’economia italiana sul sentiero della crescita”. Nella capitale francese, durante un colloquio informale con la stampa avvenuto questa mattina, ha detto: “I giovani se la prendono con la finanza come capro espiatorio, li capisco, hanno aspettato tanto: noi all’età loro non l’abbiamo fatto”. Secondo Draghi, il movimento 15 M (iniziato in Spagna il 15 maggio scorso) avrà possibilità di essere ascoltato solo se resterà pacifico. In Italia, il nome scelto dal gruppo è quello di “Draghi ribelli”, che per uno strano gioco di parole ricorda tanto quello del prossimo presidente della Bce, che sembra gradire il nomignolo: “Carino, no?”